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Campania: Di Pietro e Vendola tornano da De Luca

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E’ durata il tempo di un congresso la minaccia dell’Italia dei Valori, supportata da velenosi editoriali su “Il Fatto” di Travaglio e di altri miti della legalità, di costruire con altre forze della sinistra un polo alternativo alle destre e anche al Partito Democratico che, con il sostegno dei Verdi e di Alleanza per l’Italia di Rutelli, è intenzionato a far correre il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca per la presidenza della regione Campania.
Dopo l’annuncio di ieri di Di Pietro, che ha fatto salire sul palco del congresso De Luca affinché la platea dei rappresentanti locali dell’IdV potesse tributargli una vera e propria standing ovation, e il conseguente malumore esternato da De Magistris (“i processi si fanno in tribunale – ha detto – non si fa il processo breve al congresso”), sono sempre più insistenti le voci interne al centrosinistra che danno ormai per sicuro il riavvicinamento di Sle al centrosinistra.
Nonostante Vendola, anche lui in periodo di sbornia post-primarie, si fosse lasciato ad andare a dichiarazioni che bollavano De Luca come “peggio di un leghista”. Acqua passata.

“Per dirvi chi è questo De Luca, – aveva detto Travaglio, prima del “processo breve” presieduto da Di Pietro durante il congresso di ieri – De Luca è stato rinviato a giudizio nel 2008 insieme a 47 persone per associazione a delinquere […] Nel 2009, ossia l’anno scorso, altro rinvio a giudizio con tredici persone per truffa e falso a proposito della delocalizzazione delle manifatture cotoniere […] Entrambi i processi sono in corso e, quindi, se sarà eletto, De Luca dovrà dividersi tra l’aula della Regione Campania e l’aula del Tribunale di Salerno”.

Rimane fuori dal centrosinistra, promettendo una corsa solitaria con o senza Sle e Idv, la Federazione della Sinistra.
Oliviero Diliberto, che aveva apprezzato l’invito di Di Pietro a costruire un’alleanza di Governo alternativa a Berlusconi, ha commentato spiegando che “la politica delle alleanze non può arrivare al punto di svuotare il centrosinistra facendolo diventare come la destra per cui in Campania sono convinto che i comunisti e la sinistra non possono in alcun modo appoggiare la candidatura di De Luca”.

“Se andare a governare – ha aggiuntao Paolo Ferrero, portavoce della FdS – significa far assolvere da un congresso chi è rinviato a giudizio dalla magistratura e ha amministrato la propria città su posizioni di destra, allora non ci siamo proprio […] quella che manca in Italia è proprio una opposizione degna di questo nome, e questo è l’impegno che ci siamo assunti quando siamo andati insieme al 5 dicembre a fare la splendida manifestazione del No Berlusconi Day“.

Ma Vincenzo De Luca non è solo l’uomo dei processi per truffa e associazione a delinquere.
E’ anche il sindaco che, un paio di anni fa, ai tempi delle lotte delle comunità locali contro inceneritori e termovalorizzatori in Campania, si era scagliato contro i comitati territoriali e Padre Alex Zanotelli, accusandolo di fare disinformazione e ipotizzando per lui una denuncia per “procurato allarme”. In tribunale De Luca, come sappiamo, dovrà andarci per ben altri motivi.

E’ notizia di ieri, intanto, che Tommaso Sodano (Prc) ha presentanto in procura un esposto-denuncia che spiega come dal 26 marzo, giorno dell’apertura, l’inceneritore di Acerra ha sforato per 191 giorni (contro i 35 previsti dalla legge) i limiti previsti di Pm10, le famigerate polveri sottili.
Proprio quell’inceneritore di Acerra su cui, secondo De Luca, Zanotelli faceva irresponsabile disinformazione.

Mattia Nesti

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