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De Magistris: Di Pietro non ha linea politica chiara

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Non si placano le polemiche interne all’Italia dei Valori, dopo il congresso conclusosi ieri con il discorso di Di Pietro che ha voluto aprire la fase dell’alleanza organica con il Partito Democratico per cercare di tornare al governo.
“Io e Di Pietro – ha detto oggi in un’intervista Luigi De Magistris, mettendo le mani avanti – convivremo e convivremo molto bene. Abbiamo la stessa sintonia su quelli che sono l’obiettivo immediato, quello a medio termine e l’obiettivo futuro”.
(Registro) una ritrosia a iscriversi nell’Idv – aggiunge subito dopo, aprendo la pagina delle critiche alla gestione di Di Pietro – perché si verificano casi non residuali dove c’è una forte dicotomia, da un parte della classe dirigente del partito, tra quello che si predica e quello che poi viene effettivamente realizzato […] Se non c’è una linea chiara, se non c’è una politica netta, alle Regionali potrebbe rivelarsi verosimile una flessione dell’Idv rispetto al risultato delle alle Europee, ma ovviamente non me lo auguro. In più occasioni ho parlato del 10 per cento come obiettivo elettorale per l’Italia dei Valori alle prossime politiche. Ma per raggiungere un simile risultato dobbiamo avere una linea politica coerente, ferma, determinata”.

De Magistris non ha voluto parlare delle prossime elezioni regionali in Campania, ma sembra ben lontano dal ritornare sulle sue dichiarazioni di ieri, quando ha ricordato che i processi si fanno in tribunale e non ai congressi e che non voterà mai De Luca.
Parole che, sommate a quelle rilasciate oggi, hanno suscitato forti malumori nell’area più moderata, tanto da spingere Massimo Donadi, capogruppo dell’IdV alla Camera, ad intervenire in prima persona.

“L’Idv, – ha detto ai cronisti a Montecitorio – con un voto sostanzialmente unanime, ha scelto di appoggiare De Luca per impedire la vittoria della camorra. Una scelta non facile e di grande responsabilita’. De Magistris, nonostante la compattezza del voto al congresso, torna a criticare questa decisione, alimentando spaccature piuttosto che un sano confronto […] Da parte di un dirigente che aspira a ruoli di grande responsabilita’ politica ci si aspetterebbe l’impegno per il miglior risultato possibile e non una polemica che mira a mettere in relazione questa decisione con il risultato elettorale complessivo del partito“.

Parole dure che, però, cozzano con una realtà politica che, in Campania, vede la vittoria di Caldoro, sostenuto da PdL e, probabilmente, Udc, assolutamente certa, con tutti i sondaggi che gli attribuiscono fra il 55 e il 60% delle preferenze, indipendentemente dalla coalizione che sosterrà De Luca.

Su Facebook, intanto, la rete, un tempo prima alleata di Di Pietro, comincia a “rumoreggiare” contro le scelte dell’IdV, non ultima la decisione di candidare in Lombardia, nella lista per le regionali, Alessandro Cè, già capogruppo alla Camera della Lega Nord, capace, nel 2003, di spiegare che “chi è eletto dal popolo deve essere giudicato dal popolo, non da una magistratura politicizzata” e che “non vogliamo oggi meridionali e apolidi nell’esercito; domani avremmo gli extracomunitari.

Mattia Nesti

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