Elezioni Regionali: Campania, Caldoro attacca De Luca

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:17

La definitiva conferma di Vincenzo De Luca come candidato alla Regione Campania per la coalizione Pd-Idv (candidatura preceduta da non poche polemiche, visti i precedenti penali del sindaco di Salerno) ha avuto non poche conseguenze: in primis le spaccature all’interno dell’Idv, con le polemiche di De Magistris verso l’appoggio accordato da Di Pietro al candidato del Pd; in seconda istanza, com’era ovvio, ha dato inizio alla dura serie di attacchi frontali da parte del suo candidato rivale del Pdl, Stefano Caldoro.

Macché nuovo e nuovo. Il sindaco di Salerno condivide con Bassolino e la Iervolino le responsabilità della sinistra in Campania. Sono trent’anni che milita a sinistra: prima nel Pci, poi nel Pds e ora nel Pd”. Così ha esordito Caldoro durante un’intervista piuttosto accesa ai microfoni di Mattino 5, rispondendo a De Luca che, parlando della sua candidatura, lo scorso sabato aveva dichiarato di essere “un segno di discontinuità rispetto al recente passato”.

Ha poi proseguito attaccando duramente sui consulenti “politicizzati“: “Non ci sono solo quelli della Regione Campania. Ce ne sono anche al Comune di Salerno: consulenti inutili, presi solo per ragioni di partito, devono andare tutti via. Dobbiamo invece premiare le competenze. Abbiamo importanti centri di ricerca e università con cui è possibile attivare convenzioni quando è necessario ottenere approfondimenti specifici. Sono quelli che vanno utilizzati.”. L’aspirante governatore non ha risparmiato neanche i direttori delle Asl “con l’etichetta di partito”, che ha promesso di rimuovere in caso di una sua vittoria alle elezioni.

Per il resto Caldoro si è limitato a snocciolare statistiche e sondaggi – secondo la migliore tradizione del Pdl – sul consenso già ampio di cui godrebbe. Ma a parte questo non sembrano poi così assurdi e insensati gli attacchi a De Luca, il quale per ben pochi rappresenta un vero rinnovamento, e ha dalla sua parte, come aggravante, ben due processi a carico (uno per truffa e uno per associazione a delinquere). Attacchi ancora più sensati se si considera che, una volta tanto, arrivano da un candidato del Pdl del tutto incensurato.

Con la possibile alleanza tra Pdl e Udc (che intanto, regione per regione, continua il suo “balletto” di coalizioni ora a destra ora a sinistra), la situazione in Campania si complica per il Partito Democratico, che non sembra abbia fatto una scelta facile candidando De Luca. A soccorrere la barca democratica, come detto, è arrivato Di Pietro: il quale però rischia di pagare in prima persona l’appoggio ad un pregiudicato. Proprio lui, che è il comandante in capo di un partito che ha fatto della legalità il suo marchio di fabbrica.

Roberto Del Bove