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Lazio: adesso anche la Federazione di sinistra sostiene la Bonino

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La squadra dei supporters politici che “tifa” per l’elezione di Emma Bonino come nuova governatrice del Lazio si fa sempre più nutrita. Oggi la leader radicale ha, infatti, incassato la “benedizione” della Federazione della sinistra con la quale ha siglato un accordo ellettorale carico di promesse e buoni propositi. Un’allenza non di governo che quindi, in caso di vittoria della Bonino, non prevede l’ingresso in giunta di politici appartenenti ai partiti che costituiscono la Federazione (Prc, Pdci, Socialismo 2000), ma che rappresenta comunque un’importante conferma di “apprezzamento” da parte degli schieramenti collocati a sinistra del Pd.

Alla base dell’accordo, 6 punti “qualificanti” che vanno dal lavoro all’acqua, passando per il capitolo fondamentale della sanità.

Più precisamente, la Bonino e la Federazione di sinistra intendono collaborare per l’istituzione di un Osservatorio regionale  sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e per avviare una seria e capillare politica d’intervento contro il lavoro nero. Ma non solo, il loro impegno si concretizzerà anche nella realizzazione di distretti industriali per il rilancio dell’occupazione.

Sul tema dell’energia, la candidata governatrice del Lazio ha assicurato il suo fermo “no” al nucleare e promesso l’avvio di una politica tesa alla tutela dell’ambiente in armonia con la necessità di pianificare una riprogettazione del territorio

“No” categorico anche alla privatizzazione dell‘acqua che viene pacificamente riconosciuta come un bene comune del quale devono essere potenziati il livello di qualità e la rete di distribuzione in tutto il territorio; mentre sul capitolo che riguarda la Pubblica amministrazione la Bonino ha assicurato l’avvio di misure severe all’insegna della trasparenza.

L’ultimo punto dell’accordo riguarda la voce più “spinosa”: quella della sanità. Muscolare l’intervento che la leader radicale intende realizzare all’interno dell’affannata macchina sanitaria del Lazio attraverso un’attenta revisione delle convenzioni e una scrupolosa rielaborazione dei criteri alla base delle nomine dei dirigenti. Non solo, la Bonino e la Federazione della sinistra si ripromettono, infine, di abbattere i tempi biblici delle liste di attesa e di incoraggiare iniziative di carattere sociosanitario soprattutto a favore delle fasce sociali più deboli.

Maria Saporito