Nucleare: Scajola, mercoledì scelta siti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:34

Il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola ha annunciato che durante il Consiglio dei Ministri di mercoledì prossimo il Governo “approverà in via definitiva, dopo il passaggio parlamentare e con le Regioni, il provvedimento per i criteri della localizzazione delle centrali nucleari in Italia“.
“Quando le aziende – ha detto il ministro – avranno individuato i territori più conformi credo che nel giro di due anni potremo iniziare i percorsi autorizzativi […] (l’autorizzazione, ndr) spetterà al governo ma sarà ampiamente condivisa con gli enti territoriali. Le popolazioni saranno informate e potranno partecipare ad ogni fase del processo autorizzativo, come avviene ad esempio in Francia”.

Nel frattempo, per dimostrare la propria disponibilità a confrontarsi con i territori, il Governo ha impugnato, ieri, le leggi di Puglia, Calabria e Basilicata che escludono la possibilità di costruire centrali sul territorio regionale.
Alle tre regioni, inoltre, si dovrebbe aggiungere il Veneto, dopo che Zaia, candidato di Lega e PdL, ha fatto sapere che quando sarà governatore non permetterà che vengano costruite centrali nucleari sul territorio da lui amministrato.

Nonostante i tempi si preannuncino particolarmente lunghi, il fronte antinucleare, sopitosi dopo la travolgente vittoria dei referendum del 1987, ha già cominciato a riprendere vita.
Legambiente, attraverso il suo sito web, ha lanciato un appello (“Per un sistema energetico moderno, pulito, sicuro”), sottoscrivibile online, per “ristabilire la verità sulla dannosità” e sull’elevato costo del nucleare e per chiedere al Governo di impegnarsi a raggiungere l’obiettivo del 20-20-20, secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici.

Verdi e Federazione della Sinistra, intanto, si preparano ad aprire un lungo confronto con i vari soggetti ambientalisti per pianificare la lotta contro il nucleare e raccogliere le firme per un nuovo referendum che possa bloccare definitivamente i piani del Governo.
“Il Governo – recita una nota odierna della Federazione della Sinistra – fa finta di discutere sui criteri e prende in giro gli italiani: i siti sono già stati scelti ma con le regionali alle porte Scajola decide di non ufficializzarli per paura della reazione elettorale dei cittadini […] C’è da scommetere che, subito dopo il voto, come per magia, Scajola ufficializzerà i siti. Il Governo sappia che per quella data troverà proteste e mobilitazioni in tutta Italia. […] Siamo pronti al Referendum. Serve un’ondata popolare di no“.

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