Nucleare: Scajola, mercoledì scelta siti

Il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola ha annunciato che durante il Consiglio dei Ministri di mercoledì prossimo il Governo “approverà in via definitiva, dopo il passaggio parlamentare e con le Regioni, il provvedimento per i criteri della localizzazione delle centrali nucleari in Italia“.
“Quando le aziende – ha detto il ministro – avranno individuato i territori più conformi credo che nel giro di due anni potremo iniziare i percorsi autorizzativi […] (l’autorizzazione, ndr) spetterà al governo ma sarà ampiamente condivisa con gli enti territoriali. Le popolazioni saranno informate e potranno partecipare ad ogni fase del processo autorizzativo, come avviene ad esempio in Francia”.

Nel frattempo, per dimostrare la propria disponibilità a confrontarsi con i territori, il Governo ha impugnato, ieri, le leggi di Puglia, Calabria e Basilicata che escludono la possibilità di costruire centrali sul territorio regionale.
Alle tre regioni, inoltre, si dovrebbe aggiungere il Veneto, dopo che Zaia, candidato di Lega e PdL, ha fatto sapere che quando sarà governatore non permetterà che vengano costruite centrali nucleari sul territorio da lui amministrato.

Nonostante i tempi si preannuncino particolarmente lunghi, il fronte antinucleare, sopitosi dopo la travolgente vittoria dei referendum del 1987, ha già cominciato a riprendere vita.
Legambiente, attraverso il suo sito web, ha lanciato un appello (“Per un sistema energetico moderno, pulito, sicuro”), sottoscrivibile online, per “ristabilire la verità sulla dannosità” e sull’elevato costo del nucleare e per chiedere al Governo di impegnarsi a raggiungere l’obiettivo del 20-20-20, secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici.

Verdi e Federazione della Sinistra, intanto, si preparano ad aprire un lungo confronto con i vari soggetti ambientalisti per pianificare la lotta contro il nucleare e raccogliere le firme per un nuovo referendum che possa bloccare definitivamente i piani del Governo.
“Il Governo – recita una nota odierna della Federazione della Sinistra – fa finta di discutere sui criteri e prende in giro gli italiani: i siti sono già stati scelti ma con le regionali alle porte Scajola decide di non ufficializzarli per paura della reazione elettorale dei cittadini […] C’è da scommetere che, subito dopo il voto, come per magia, Scajola ufficializzerà i siti. Il Governo sappia che per quella data troverà proteste e mobilitazioni in tutta Italia. […] Siamo pronti al Referendum. Serve un’ondata popolare di no“.