Peter Pan è un gene

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:27

Spesso ci si trova di fronte ad uomini e donne, che non dimostrano affatto la propria età, oppure, al contrario dimostrano anni in più rispetti agli effettivi.

Uno studio inglese ha provato a rispondere almeno parzialmente a questo enigma umano, riuscendo a trovare un gene, soprannominato Peter Pan.

Questo consentirebbe alle persone che fortunate, lo possiedono nel loro corredo genetico, di mantenere un aspetto giovane.

E’ chiaro che difficilmente un solo gene possa condizionare l’età di un individuo, anche perché molti fattori vanno tenuti presenti, come il fumo o l’assunzione di alcol, le condizioni e gli stili di vita, ma la ricerca risulta molto interessante per particolari futuri studi, che potrebbero portare alla messa a punto di medicinali, in grado di migliorare lo stato del cuore o del cervello, o rallentare l’invecchiamento.

“Lo studio può aiutarci ad identificare quei pazienti che hanno maggiori rischi di sviluppare malattie comunemente legate all’invecchiamento – ha spiegato il cardiologo Nilesh Samani dell’Università di Leicester – ma anche patologie cardiache e alcuni tipi di cancro”.

La ricerca è stata condotta dagli studiosi dell’Università di Leicester e del King’s College di Londra e pubblicata da Nature Genetics, gli scienziati hanno studiato il Dna di circa 12mila persone, alle quali è stato individuato un particolare tratto del Dna.

Il 55 per cento dei pazienti, risultavano detentori di un doppio gene “Peter Pan”, che gli permetteva di dimostrare un aspetto più giovane della propria età, rispetto agli altri.

Inoltre è riuscita ad evidenziare la differenza tra età cronologica e biologica, e a capire, attraverso un semplice esame del sangue, che il fenomeno era dovuto all’esigua lunghezza dei cosiddetti Telomeri, la parte terminale del cromosoma.

“Le varianti si trovano sul cromosoma 3, in prossimità del gene TERC – ha spiegato il professor Spector – e questo ci suggerisce che ci siano persone geneticamente programmate per invecchiare ad una maggiore velocità e che hanno così una più alta possibilità di soccombere a malattie correlate all’età”.

Inoltre  “capire come invecchiano le nostre cellule è un importante passo avanti nella ricerca per aiutarci a capire come prevenire e curare le malattie cardiache“.

g.

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