Home Cultura Scuola e Università: un passo avanti o due indietro?

Scuola e Università: un passo avanti o due indietro?

Studiare in Italia sembra essere diventato un mito, più che un desiderio; iniziamo a perdere punti dalla media Ocse per tasso di universitari e laureati. Troppi gli atenei o poco preparati i corsi di lauree brevi?
Intanto le tasse universitarie restano invariate e continuano a costare tanto, forse troppo e sembra quasi che la grande fonte di cultura stia regredendo davanti alla crisi economica e tagli ai finanziamenti.
Il tutto però è iniziato almeno 10 anni fa, quando le immatricolazioni hanno cominciato a diminuire per poi arrivare a perdere ben 40mila possibili studenti in 5 anni.
E che cosa succede oggi? I 19enne di oggi ad iscriversi all’università sono stati il 47% e poco meno del 60% sono riusciti a diplomarsi superando la maturità. Da notare che 5 anni fa la media dei diplomati pronti ad iscriversi nelle facoltà era del 73%.

Ciò che ha deluso un po’ tutto è stata la riforma del 3+2, molti hanno creduto nella possibilità che le cose diventassero più facili e che l’università di riducesse; è bastato poco tempo per capire che non era affatto così. Il dato allarmante è che non solo diminuisce il numero di matricole, ma parallelamente spariscono anche i giovani appartenenti alle famiglie con problemi economici (contrariamente chi appartiene ad una classe sociale più elevata continua a provarci).
Gli esperti spiegano che il tutto è dovuto alla perdita di significato della laurea stessa, diventata ormai una conquista personale, ma non per questo rappresenta un valore aggiunto; oggi un laureato che si affaccia sul mondo del lavoro tende a guadagnare poco più di un normalissimo diplomato.
In Italia il 45% degli studenti non arriva alla laurea, spesso ciò che li spinge ad iscriversi per continuare gli studi è la presenza di almeno un genitore laureato in famiglia.
E il diritto allo studio? Gli enti funzionano regionalmente ed assegnano l’idoneità, ma finanziano? Purtroppo la cosa certa è che le graduatorie ci sono, ma i soldi?
L’università ha un forte costo, ma vale la pena investire in tutto questo?

Alessandra Battistini