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Spagna, il tesoro conferma la riduzione di bond nel 2010.

 

Avrà un valore di  76,8 miliardi di euro il programma di emissioni di nuovi titoli emessi dal Tesoro spagnolo nel 2010. In termini assoluti si tratta di una riduzione del 34% rispetto al 2009. Il Governo spagnolo quindi cerca di fare quadrato dopo il “Giovedì nero”della Borsa dando un segnale ai mercati confermando i propri target di riduzione e rendendo chiara la volontà di non ricorrere ad operazioni speciali dopo il crollo della Borsa.

Mentre chi, come  Peter Chatwell, strategist di Credit Agricole, stigmatizza la decisione del governo spagnolo, commentando: “L’annuncio che le emissioni spagnole nel 2010 saranno circa 97 miliardi, soltanto 3 miliardi sotto le nostre previsioni, non è una sorpresa positiva e ci ricorda quanto sarà impegnativo per il paese rifinanziarsi nel 2010”, la Borsa spagnola ha moderato le perdite chiudendo a -1,35 % (contro il 5,92% di ieri).

Il Premier spagnolo Jose' Luis Zapatero

Intanto il Premier Jose’ Luis Zapatero al rientro dagli Usa, dove ieri ha partecipato con Barak  Obama alla “colazione di preghiera” proprio mentre la borsa di Madrid crollava si trova ad affrontare un grave crisi di popolarità altroché politica, con i media e l’opposizione che accusano apertamente il governo. Nell’editoriale pubblicato oggi El Pais ha scritto che è ” allarme, quasi panico”, perchè ” i mercati non si fidano della Spagna” e il governo fa una ” gestione erratica della crisi economica”. Un clima che ha galvanizzato l’opposizione che, anche forte dei sondaggi che danno il Partido Popolare nettamente davanti ai socialisti nelle intenzioni di voto e la sfiducia verso Zapatero a livelli storici, e’ partita all’ attacco. La segretaria generale del Pp Maria Dolores de Cospedal lo ha invitato a ” andarsene” se ” non si sente in grado di lottare contro la crisi” e il portavoce economico Cristobal Montoro ha aggiunto che il governo ” non puo’ rimanere un attimo di piu”’.

Crisi politica e di popolarità del Governo Zapatero, che anche un’ultimo sondaggio sulla riforma delle pensioni pubblicato oggi dal quotidiano Publico, rivela in tutta la sua profondità. Ben il 74% degli spagnoli si e’ dichiarato contrario all’aumento da 65 a 67 anni dell’ età del pensionamento proposto dal premier socialista.

Il 50% degli intervistati si e’ inoltre dichiarato in favore di uno sciopero generale se la misura verrà portata avanti.

Intanto Zapatero ha reagito scagliandosi contro gli speculatori replicando alle critiche e garantendo che la Spagna ha un sistema finanziario ” solido e forte”, puntando il dito contro i ” movimenti speculativi” di investitori che ” cercano guadagni a breve”.

Armando Barone