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USA: Marine “commissiona” lo stupro della sua ex fidanzata

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La tranquilla cittadina di Casper nel Wyoming, è ancora sotto choc per una vicenda che ha dell’incredibile: un marine americano è stato incriminato per violenza sessuale.

Ha organizzato lo stupro della sua ex fidanzata. L’uomo, fingendosi lei, ha pubblicato un annuncio nel quale una certa “Sara” si diceva alla ricerca di un “macho” aggressivo che potesse soddisfare le sue malsane fantasie sessuali, in particolare quella di essere violentata nella sua abitazione.

Così un 26enne ha abboccato alla trappola, ha violentato per davvero la donna, credendo che lei fosse conserziente. Ora, oltre al marine, anche lo stupratore è stato incriminato, anche se si dichiara innocente sostenendo di aver agito in assoluta buona fede, convinto di soddisfare la fantasia della donna.

Questi i fatti: alla fine del 2009 Jebidiah Stipe, marine dell’esercito americano, aveva avuto una breve relazione con «Sara» (nome di fantasia); poi come spesso succede lei l’aveva lasciato per un altro.

A questo punto nella mente dell’uomo è scattato il desiderio di vendicarsi con un’azione punitiva atroce.
Ha utilizzato una fotografia della ragazza, che lei gli aveva inviato in precedenza quando ancora stavano insieme e l’ha inserita tra gli annunci gratuiti del sito di Craigslist, accompagnandola con questo messaggio: «Cerco un uomo davvero aggressivo che non si faccia scrupoli con le donne».

L’annuncio ha attirato la curiosità del 26enne Ty Oliver McDowell, il quale si è identificato nella ricerca e si è detto subito disponibile.
Così è iniziato uno scambio di email tra lui e «Sara» (in realtà, con il marine Jebidiah Stipe); nelle email che ora sono al vaglio degli inquirenti, Sara (o meglio il marine) chiedeva sfrontatamente di diventare oggetto di «umiliazione», «abuso fisico» e «abuso sessuale».

Il paradosso sta nel fatto che l’annuncio su internet, e’ stato visto anche dalla ragazza pochi giorni prima dello stupro e lei ha scritto più volte al webmaster di Craigslist chiedendo che l’annuncio venisse rimosso, ma ormai era troppo tardi, la trappola diabolica sarebbe scatta da li a poco.

Infatti una mattina mentre Sara stava rientrando nella sua abitazione, è stata aggredita alle spalle da McDowell che, seguendo le istruzioni ricevute via mail, l’ha spinta dentro casa e scaraventata sul pavimento della cucina.
La ragazza ha cercato di difendersi scagliandogli contro una rastrelliera piena di bottiglie, ma lui non si è fatto certo intimorire, in quanto era convinto che lei stesse recitando come da copione.

Dopo averla colpita con un pugno in pieno viso, le ha legato le mani dietro la schiena con una corda, quindi ha estratto un bavaglio e ha cercato di tapparle la bocca; lei è riuscita a dargli un morso sulla mano, ma questo non è bastatato a fermarlo. Alla fine è riuscito a bendarla e ad imbavagliarla. «A quel punto ho avuto davvero paura di morire», ha poi raccontato la donna agli investigatori.

Sara e’ stata stuprata, anche con un oggetto appuntito trovato in casa e sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola. Coltello che poi l’aggressore McDowell ha messo coscienziosamente nella lavastoviglie e, quando se ne e’ andato, ha chiuso tranquillamente a chiave la porta di casa.

Quando la poveretta si è ripresa, ha chiamato in lacrime il 911: «Mi hanno appena stuprato, cercando di tagliarmi la gola. Vi prego, aiutatemi». Una volta arrivati i soccorritori, hanno trovato Sara ancora per terra, nuda e con le mani legate, con ferite ed abrasioni su tutto il corpo.

Particolare agghiacciante è che anche dopo l’avvenuto stupro, il marine ha continuato a corrispondere via mail con lo stupratore McDowell, chiedendogli un resoconto dettagliato di come era stata perpretata la violenza. McDowell dal canto suo ha confessato alla Polizia di non aver mai avuto alcun dubbio sul fatto che la donna fosse consenziente. «Cercavi un uomo aggressivo? Adesso ti faccio vedere io», questo le urlava mentre la stuprava.

Valeria Panzeri