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Valanghe ed ancora due morti nel week end

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In due settimane 8 vittime a seguito di valanghe e smottamenti. Oltre a numerosi feriti e diverse unità si soccorso impegnate nella gestione difficile di questi eventi.

Rita Broggi, una donna di 49 anni è morta infatti nella tarda serata di ieri agli Ospedali Riuniti di Bergamo travolta nel pomeriggio da una slavina sul Monte Grona, a Plesio (Como). La vittima stava rientrando insieme al marito, Pietro Molteni, 55 anni, da una passeggiata con le ciaspole, quando è stata travolta e trascinata a valle per circa 300 metri da una valanga che si è staccata a circa 1.500 metri di quota dalla Val Pessina. Ed è stato trovato privo di vita il corpo di Mirko Cesco, 63 anni, di San Pietro di Cadore (Belluno), lo scialpinista scomparso ieri durante un’escursione in Val Visdende. I soccorritori hanno ripreso stamane le ricerche verso forcella Dignas, luogo in cui l’uomo era diretto, incontrando diverse valanghe lungo la strada militare che la raggiunge. Una squadra ha poi ritrovato il corpo sotto la neve. Restano pessime le condizioni dell’uomo rimasto sepolto ieri da una slavina in Val Serina. In una nota dell’ospedale San Gerardo di Monza, dove lo scialpinista bergamasco, di 45 anni, era stato condotto in elicottero. Stazionarie invece le condizioni di Renzo Pasut, lo scialpinista pordenonese di 48 anni travolto ieri, in Alpago (Belluno), da una valanga che ha provocato la morte di Riccardo Quaroni (50), di Arzene (Pordenone). Aumentano anche le polemiche relative all’ emendamento del governo al decreto legge emergenze, che prevede il carcere per chi provoca una valanga con vittime e 5.000 euro di multa per chi ignora le indicazioni di pericolo del bollettino valanghe.

In particolare Reinhold Messner afferma che “la minaccia di multe e carcere per chi provoca una valanga è una reazione isterica. Con iniziative legislative di questo genere si uccide l’alpinismo“, continua il re degli ottomila che propone invece un “dibattito con alpinisti, guide, giudici e politici per stabilire dove finisce il turismo e dove inizia l’alpinismo“.