Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca Beppino Englaro combatte ancora per Eluana

Beppino Englaro combatte ancora per Eluana

Un anno dopo il polverone mediatico creato intorno a sua figlia, in una lettera rilasciata al direttore del quotidiano “La repubblica”, Beppino Englaro ci racconta i momenti che sta vivendo in questo periodo.

Spiega di aver trovato una grande solidarietà e comprensione da parte delle persone, anche della gente comune incontrata per strada, che dice di aver compreso il dramma, “l’incubo” – come lo definisce Beppino – nel quale la sua famiglia si era trovata. Englaro difende la sacralità della vita, in quanto essa stessa è proprietà di chi la fa scorrere nelle proprie vene, e non può andare nelle mani di istituzioni, politici e benpensanti come accadde un anno fa.

La morte l’accetto, fa parte della vita, ma che altri mi possano ridurre a una condizione di non-morte e di non-vita, no, questo non l’accetto“.

Erano parole di Eluana mentre il parlamento tentava di approvare a tutta velocità una legge per annullare ciò che aveva stabilito la corte di cassazione. Una legge indispensabile per la salvezza ideologica di alcuni partiti, ma la cosa scandalosa è che oggi quella legge ancora non esiste. Una legge che sembrava immorale non avvallare, ma che alla fine non era altro che un territorio di lotte ideologico-politiche che avevano occupato il terreno di un dramma familiare per sfidarsi a singolar tenzone.

La sentenza della corte di cassazione del 16.10.2007 era perfettamente in linea con le norme della costituzione, e la corte costituzionale aveva espresso il proprio parere in merito all’operato della magistratura. Ma Englaro fa notare come il politico abbia preteso l’ultima parola, ma come dicono i sondaggi ed il sentire comune ,la legge formulata così come è stata impostata non terrà.

Secondo Beppino la medicina giusta non è quella che offre un tempo illimitato di vita, ma è quella che concede ad una persona di decidere il proprio destino con la propria coscienza, e che permette di disporre del proprio corpo evitando ogni tipo di accanimento terapeutico.

P.B.