Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Bologna, al voto il prima possibile. Si profila il “Lodo” Galletti

Bologna, al voto il prima possibile. Si profila il “Lodo” Galletti

Gianluca Galetti, deputato bolognese dell'Udc

Le dimissioni del sindaco Flavio Delbono – che hanno spianato la strada al commissariamento prefettizio nella città di Bologna – hanno suscitato grande preoccupazione presso tutte le parti sociali. Dopo le prime aperture manifestate dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che si era detto disponibile a modificare alcuni dettagli tecnici della normativa così da consentire ai bolognesi di recarsi alle urne a marzo sia per le elezioni regionali che per quelle comunali, l’opzione dell’Election Day è definitivamente naufragata.

Le ansie più grandi coinvolgono ora il mondo dell’economia cittadina che si mobilita per rinnovare il proprio accorato appello affinché si giunga al voto (per l’amministrazione comunale) il più presto possibile. Oggi alle 10.30 a Palazzo della Mercanzia, la Camera di Commercio bolognese riunirà, infatti, i protagonisti dell’economia locale al fine di sensibilizzare l’attenzione bipartisan dei parlamentari elettri a Bologna, per scongiurare il rischio di un ulteriore aggravarsi della crisi nel territorio.

Quello che commercianti, professionisti, imprenditori temono è che il commissariamento prefettizio possa portare come diretta conseguenza l’inaspirsi delle difficoltà che stanno già tentando di fronteggiare con grandi sacrifici. “L’economia bolognese – ha detto Tiziano Girotti, presidente della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato) –  non può permettersi un anno di commissariamento, sarebbe un danno devastante. Nei prossimi mesi sarebbe stato necessario non solo un governo ma anche un buon governo della città. Le logiche delle forze politiche sulla data del voto – ha continuato Girotii – sappiano tenere conto della fase che vive la nostra economia: questo è il momento delle responsabilità“.

Gli fa eco Sergio Ferrari della Confesercenti: “Tutti i parlamentari – ha affermato – siano coinvolti, tutti lavorino per rendere possibili le elezioni“. Altrettanto lucida l’analisi di Ascom (Associazione commercianti) che si dice disponibile a “inventare tutte le possibili iniziative”. “Non ci tireremo indietro di fronte a niente – ha precisato Enrico Postacchini – bisogna fare pressing sui parlamentari perché, osservata la legge, si trovi un accordo. La giunta Delbono aveva dimostrato una buona capacità di ascolto, ma il lavoro impostato doveva ancora cominciare”.

Alle loro richieste di aiuto si sono aggiunte anche quelle dell‘Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili) e della Legacoop (Lega delle Cooperative e Mutue); mentre sul sito Internet de La Repubblica è stato lanciato un appello, da due accademici e giuristi: Augusto Barbera e Fabio Roversi Monaco e dall’imprenditore Alberto Vacchi, per la raccolta di firme. Un’ulteriore dimostrazione di come l’intera cittadinanza consideri la “chiamata alle urne” un’esigenza ormai irrinunciabile.

Intanto, sul fronte politico è ieri giunta la risposta del deputato bolognese Gian Luca Galletti, candidato dell’Udc alle regionali, che ha proposto un emendamento – che presenterà venerdì – alla legge sugli enti locali. Di cosa si tratta? “A differenza dell’emendamento del Pd, che riguarda Bologna e altri pochi casi simili – ha spiegato lo stesso Galletti – il nostro vale per tutti i capoluoghi di provincia e non presenta quindi alcuna forzatura normativa”.

“Benchè noi a Bologna – ha continuato il deputato centrista – siamo per votare al più presto, ci rendiamo conto che non ci sono le condizioni politiche per votare a giugno. Perciò proponiamo questo emendamento a Pd e Pdl. Se c’è un minimo di buonsenso, dovrebbe funzionare. Questa è una proposta intermedia che può dare una risposta positiva ai problemi di Bologna. Per dire di no ci vorrebbe un bel coraggio”.

 Più precisamente, il “Lodo” Galletti prevede la possibilità di andare a votare in un arco di tempo compreso tra il 15 settembre e il 15 novembre. Non solo, la normativa – come evidenziato dallo stesso deputato dell’Udc – non coinvolgerebbe solo il comune di Bologna, ma tutti i capoluoghi di provincia commissariati, ad eccezione di quelli che lo siano per infiltrazioni mafiose. Un compromesso ragionevole che, secondo Galletti potrebbe rappresentare la sintesi perfetta tra le proposte dettate dal centrosinistra (che spingeva per l’Election Day e invocava comunque una soluzione tempestiva e mirata) e le condizioni indicate dal centrodestra (che valutava impossibile approvare una misura ad hoc esclusivamente per la città emiliana).

Maria Saporito