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Calcio: Ancora guai per Paul Gascoigne- Secondo arresto

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DARLINGTON. Parabola discendente ed amara quella di Paul Gascoigne. L’ex calciatore della Lazio e della nazionale inglese, dopo che ieri insieme ad un amico era stato trovato ubriaco al volante dalla polizia, è stato nuovamente arrestato, riuscendo così nell’impresa di collezionare due arresti in due giorni.
C’è da dire che il vulcanico Gazza questa volta è stato anche sfortunato: preso per aver percorso poco più di trenta metri con il suo van. Tra i fumi dell’alcol, aveva pensato poi  bene di parcheggiare in mezzo alla strada, il che ha ovviamente insospettito gli agenti della stradale.

Per quanto riguarda il secondo arresto, questa volta l’accusa per Gascoigne è di disturbo della quiete pubblica. A chiamare le forze dell’ordine è stato il personale del Blackwell Grange Hotel di Darlington, dove l’ex calciatore 42enne stava soggiornando. Dopo essere stato interrogato dalla polizia del North Yorkshire, Gascoigne è stato rilasciato. Confermata, invece, l’accusa per l’amico.

Ha dell’inquitante la dichiarazione di una fonte citata dal “Daily Star”, che ricostruisce l’ennesimo pazzo pomeriggio di Gazza: «Ha cominciato bevendo birra, poi è passato al Jack Daniel’s. Beveva un bicchiere dopo l’altro e direi che quando è uscito per prendere da mangiare era completamente ubriaco. La cosa pazzesca è che la pizzeria è a pochi passi da dove si trovava e sarebbe stato più semplice arrivarci a piedi. Credo che non abbia nemmeno fatto in tempo a cambiare marcia. Ha lasciato la macchina in mezzo alla strada e il barman è corso a mettere il freno a mano per impedire che scivolasse lungo la strada in discesa». Poi l’intervento degli agenti e la notte al commissariato.

Questa è solo l’ultima disavventura di una vita vissuta pericolosamente (parafrasando il titolo di un film), fatta di eccessi e trasgressioni che hanno riempito la sua esistenza dal giorno dell’addio al calcio. Un caso senza speranza, l’irrequieto Gazza. Neppure i tre ricoveri in ospedali psichiatrici, le lunghe settimane nei centri di disintossicazione o la tragica fine di un altro maledetto del pallone, George Best, sembrano costituire un monito per l’ex campione inglese.  Solo a novembre aveva giurato di aver smesso con la bottiglia. “Da quattro mesi non tocco un goccio”, aveva dichiarato orgoglioso in televisione.
La speranza dei suoi tifosi, ancora numerosi, era accompagnata all’incredulità di chi ne conosce bene la fragilità. Infatti, qualche settimana dopo, era nuovamente nei guai. Con una puntualità svizzera Gazza è  stato fermato per aggressione in un pub di Newcastle. Una violenza corroborata da un mix di alcol e psicofarmaci.

L’inglese, geniale in campo come imprevedibile fuori (lo testimoniano gli scherzi pesanti ai danni dei compagni di squadra nella Lazio, come, ad esempio, spacciare la propria urina per bevanda energetica), nei suoi anni di carriera agonistica non vinse mai grandi trofei, bloccato da infortuni e da una personalità già allora disturbata, ma entrò nel cuore dei tifosi italiani e inglesi. Un talento-maledetto, oggi un ex del calcio incompreso.

Il 5 maggio 2008 Gascoigne tenta addirittura il suicidio. Pochi mesi più tardi viene cacciato da un concerto degli Iron Maiden perchè ubriaco. Per giorni fa perdere le sue tracce, nessuno riesce a trovarlo. Si teme il peggio. Stesso esito dopo l’ennesimo ricovero a dicembre: dimesso per trascorrere il Natale in famiglia, ci mette tre giorni per ripresentarsi a casa, ubriaco.

Il desiderio più grande del mondo del calcio sarebbe quello di rivedere l’inglese su un campo di gioco, recuperato. L’incubo ricorrente è, invece, un’altra pagina di cronaca.

Emanuele Zambon