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Calcio, Juventus: Felipe Melo fa incetta di gialli e rossi; Zac è in crisi

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Nella florida selva di problemi, dubbi, interrogativi e perplessità che affliggono la Juventus ormai da un paio di mesi quando l’ undici bianconero iniziò a soffrire troppo spesso di pericolosi black out in campo che, in serie fecero perdere il possibile primato nel massimo campionato italiano, la Champions League volatilizzatasi in men che non si dica e accesero gli angusti scenari della polemica tra tifosi e società, Felipe Melo giunto a Torino incarnando le sembianze di una pedina dalle mille potenzialità e un uomo sul quale la Vecchia Signora poteva fare affidamento nei momenti critici ma saltuari che ogni formazione incontra nell’ arco del torneo, si sta al contrario dimostrando una mezza spina nel fianco, prima dell’ era Ferrara ora alla corte di Alberto Zaccheroni.

Già il tecnico partenopeo avvisò eccessive intemperanze del pupillo bianconero che passarono inosservate e vennero archiviate come “dirompenti ma positive per la causa bianconera”; poco importa se un talento come il brasiliano, cerniera insostituibile del centrocampo e preciso suggeritore delle punte avanzate si lascia andare a qualche teatrino con arbitro e giocatori avversari, questo almeno fin quando tutto filava per il verso giusto in casa juventina.

Con le beghe della classifica abulica, prestazioni da dimenticare e giocatori in grave impasse, anche il comportamento del centrale carioca ha assunto un sapore più amaro ed oggi si interpretano le sue “ragazzate” sul manto erboso, non come effetti collaterali di un genio debordante, palla al piede, ma come un danno settimanale che come un orologio si presenta domenica dopo domenica. Poche giornate dopo il giro di boa della Serie A, Felipe Melo può recitare il mea culpa con 9 ammonizioni e due espulsioni in 18 gare, l’ ultima rimediata al Picchi di Livorno; a Firenze non andava meglio, a sottolineare come l’ indole del brasiliano non si sia mai contraddistinta per pacatezza e correttezza agonistica; nell’ annata ai toscani collezionò 13 gialli e due rossi.

L’ esplosività sportiva di Melo è diventata un vero cruccio per lo Zac che si ritrova a spostare l’ assetto di formazione e fare i conti con le sue assenze, che inevitabilmente stanno pesando oltre misura sul rendimento già precario della società. Ma il giocatore, intervistato da Globoesporte bypassa con savoire faire e si rivela sorprendentemente cristiano, dedito al lavoro e bramoso del Mondiale africano:

“Prego e chiedo a Dio di rivestirmi con una corazza celeste e so che lui mi sta osservando. Per questo non ho paura. Il timore lo combatto con il lavoro. La Coppa del mondo è l’apice della carriera di ogni giocatore. Arrivare in Nazionale è il massimo e disputare un Mondiale è tutto ciò che un calciatore può chiedere. Io ci penso anche quando dormo, e ovviamente quando sono sveglio. Ma quando dormo e sono sveglio penso anche alla Juve, perché alla fine è questo club che mi dà il pane”.

Gionata Cerchiara

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