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Calcio, Lazio – Arriva Eddy Reja

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Era nell’aria da domenica scorsa ed ho è arrivata la conferma: Davide Ballardini non è più l’allenatore della Lazio, decisiva è stata la sconfitta interna di domenica con il Catania. Al suo posto arriva un friulano doc come Eddy Reja. Nato a Gorizia il 10 Ottobre del 1945 Reja ha un’esperienza pluriennale nel mondo del calcio. La prima stagione da allenatore risale al 1979-1980 sulla panchina del Molinella e ultimo capolavoro quello compiuto a Napoli dove ha portato gli azzurri dalla Serie C alla Coppa Uefa.

Reja lascia a malincuore il suo posto di allenatore dell’Hajduk Spalato “‘E’ stata una decisione difficile vado via con il cuore pesante, ma ho dato la mia parola al presidente della Lazio”.

L’uomo giusto per i biancocelesti, un mix di grinta, calma e conoscenza calcistica. Nella sua lunga carriera ha usato un pò tutti i moduli a disposizione, dimostrando di saper dare molta duttilità alle proprie squadre cosa che per l’intera stagione è stata chiesta e non ottenuta da Ballardini.

Le sue 700 panchine tra i professionisti sono una garanzia per una Lazio che attualmente occupa il 17esimo posto in classifica a quota 22 punti, se il campionato si concludesse oggi i capitolini sarebbero retrocessi in serie cadetta.

Rimangono tuttavia parecchi punti interrogativi su quale sarà la sua gestione della rosa, in particolar modo del caso-Ledesma, ed il suo rapporto con la contestatissima presidenza Lotito. Il clima in casa Lazio è rovente in questi giorni, proprio oggi la squadra ha dovuto subire una corposa contestazione a Formello da parte dei suoi esasperati tifosi che non ce la fanno davvero più di veder oltraggiato ogni domenica il proprio onore.

A pagare è così Ballardini che, ad onore del vero, era solamente la punta di un iceberg che vede le proprie radici sprofondare all’interno di una società che ogni anno Lotito ha sempre più impoverito dal punto di vista tecnico ed umano. Dal canto suo il tecnico Ravennate non è mai riuscito a colmare le lacune dal punto di vista del gioco con una squadre che si ritrovava quasi tutte le volte in balia degli avversari.

In oltre non dimentichiamo che Ballardini era ormai inviso alla piazza quasi quanto lo è Lotito, la motivazione principale è quel suo apparire uno “yes man” nei confronti del presidente e delle sue posizioni circa i “dissidenti”.

Simone Meloni