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Cina, latte tossico alla melamina. Sequestri per 72 tonnellate

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Un agente della Polizia cinese distrugge un barattolo di latte in polvere contaminato alla melamina

Secondo fonti di stampa cinesi, le autorità sanitarie del Paese avrebbero sequestrato ben 72mila kg di latte in polvere contaminato alla melamina. La sostanza incriminata è una materia prima solitamente utilizzata nella fabbricazione di colle, vernici e plastiche che, mescolata al latte e alle farine, ne fa sembrare più alto il valore proteico, ma provoca calcoli e insufficienza renale, con danni gravi e permanenti, a volte addirittura mortali.

La confisca sarebbe avvenuta nella regione settentrionale di Ningxia, dove per questo motivo sono state chiuse due aziende, la “Ningxia Tiantian Co Ltd” e la “Ningxia Panda Ltd”. Tuttavia, le merci identificate potrebbero non essere state prodotte nella regione cinese, né realizzati e confezionati dalle due società coinvolte. Il quotidiano cinese “China Daily” scrive, infatti, che “la polizia del Ningxia ha scoperto che lo scorso luglio un’impresa di una regione diversa avrebbe saldato un debito con la “Ningxia Tiantian Co Ltd” con 170 tonnellate di latte alla melamina“, ovvero lo stesso quantitativo della partita incriminata, poiché secondo lo stesso giornale sul mercato sono ancora presenti più di 100 tonnellate di latte contaminato.

Dopo un anno dallo scandalo della contaminazione che aveva provocato l’intossicazione di ben 300mila bambini e la morte di sei di loro, esiste ancora un problema legato alla tossicità del latte.
Le autorità cinesi hanno rimosso dagli scaffali dei supermercati, nelle province di Shaanxi, Shandong, Liaoning, Guizhou, Jilin e Hebei, molte confezioni di prodotti caseari contaminati confezionati nei primi mesi del 2009. Le stesse autorità stanno controllando per quale ragione tali prodotti non siano già stati tolti durante la precedente operazione di sequestro nel 2008.

La Coldiretti, per quanto riguarda il mercato italiano, ha deciso di fare sentire la sua voce, per il bene dei consumatori e di quanti pensavano chiusa la questione della contaminazione del latte, risorsa fondamentale per la sana crescita dei neonati e dei bambini in età prescolare. “Il fatto che a distanza di un anno dallo scandalo sia di nuovo in vendita latte cinese alla melamina nei supermercati – tuona  l’organizzazione per la salvaguardia dei prodotti agroalimentari – dimostra che non è più rinviabile il via libera dell’Unione Europea di indicare l’origine in etichetta per il latte, previsto dal Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e all’esame della Commissione Europea”.

Tuttavia finora, fortunatamente, non si registrano vittime. Sperando che non ce ne saranno.

Emanuele Ballacci