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Dal Senato restrizioni farsa alla Protezione Civile Spa

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Il Senato ha appena messo due nuovi “paletti” entro cui muoversi alla Protezione Civile Servizi spa, la società voluta da Guido Bertolaso ed avversata dal mondo dell’imprenditoria per la possibilità di operare “in casa” per quanto riguarda i pubblici appalti, prendendo in certi casi accordi diretti con la pubblica amministrazione ed evitando, così, di concorrere nelle gare come gli altri.

Le modifiche alle condizioni della nuova Società per Azioni, stilate e rese note oggi dal Senato, sono volte ad eliminare la possibilità di detenere partecipazioni in altre società, e limitano l’oggetto sociale esclusivamente allo svolgimento di funzioni strumentali per il dipartimento della protezione civile.

Sono andate avanti per tutta la giornata in Senato le proposte di emendamento anche più dure, in testa a tutte quella del presidente della commissione Finanze Mario Baldassarri, che ha espresso parere favorevole addirittura all’avanzata proposta di emendamento soppressivo della Spa della Protezione Civile, portato avanti dalle opposizioni. L’emendamento in questione è stato bocciato assieme a molti altri, ed appaiono scongiurati per il momento i pericoli maggiori cui sembra sottoposta la neonata società di Bertolaso.

Il secondo emendamento Pd approvato verte sulla limitazione delle attività della nuova spa: la questione più discussa e delicata del decreto legge è, in effetti, proprio quella della possibilità per la Pcs spa di sconfinare oltre l’attività del dipartimento della Protezione Civile.

Il testo del decreto legge, così come è stato redatto inizialmente,  consente infatti alla Pcs spa di acquisire, oltre a tutti i servizi che le saranno affidati dal dipartimento della protezione civile, anche tutte le attività di supporto tecnico e di consulenza che altre strutture, chiamate eventualmente in causa in uno stato di emergenza, intenderanno affidarle.

L’Italia si avvale attualmente di una gran quantità di commissari straordinari addetti allo stato di emergenza per i più disparati casi, ed il decreto legge ammetteva la possibilità per la Pcs di acquisire commesse anche da ognuno di questi soggetti, a scapito di qualunque altra impresa. A ben pensarci, sono infinite le varie situazioni, più o meno gravi, di emergenza pubblica e privata. Tanto da costituire numerosi settori di un immenso “Emergency business”. La Protezione Civile, a detta delle voci che si stanno facendo sentire da parte dell’opposizione, come organizzazione statale dovrebbe esser ben lontana dall’entrare in tali meccanismi di profitto, per di più togliendo risorse alle piccole e medie imprese private.
Nel decreto legge originario l’attività di soccorso affidata dal dipartimento era prevalente, e non esclusiva. L’emendamento approvato ieri, invece, stabilisce che questa attività dovrà essere esclusiva, senza che siano permesse alla Pcs Spa ingerenze in altri settori di competenza.

Ad aggirare il paletto, però, altri emendamenti approvati subito dopo.  E’ stato infatti approvato un emendamento che determina la consulenza di Pcs spa al piano straordinario per le nuove carceri. Ed ecco già straforare la Spa di Bertolaso in territori di competenza fino ad oggi altrui.

Del resto, in un altro punto del testo del nuovo decreto si lascia aperta la possibilità che lo statuto della società preveda anche attività diverse da quelle svolte per il dipartimento della Protezione Civile.

Un nuovo testo ancora sommerso dalla confusione, dunque, che sia voluta oppure no. Sta di fatto, che il decreto riguardante la Protezione Civile Servizi Spa è estremamente equivoco e non mancherà di lasciar spazio a nuove polemiche, si spera più costruttive di quelle che fino ad ora non hanno portato ancora alla stesura di regole chiare.

Sandra Korshenrich