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Frattini. Sanzioni all’Iran, non ci vorrà molto

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Sono cariche di determinazione le parole che il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha rilasciato poco prima dell’audizione sull’Iran alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato. Innanzitutto ha dichiarato che “con ci vorrà molto” perché siano approntate le giuste e necessarie sanzioni nei confronti del governo iraniano che proprio in queste ore ha avviato l’arricchimento al 20% dell’uranio, attirandosi come un potente magnete le proteste delle potenze occidentali, timorose che Teheran possa sfoggiare per i propri scopi prima o poi una pericolosissima arma atomica.

“Se vi è accordo avremo un documento da esaminare entro febbraio – ha proseguito il titolare della Farnesina – non posso stabilire i tempi della discussione, ma è chiaro che ogni mese che passa e l’Iran continua ad arricchire uranio è un mese pericoloso in più per la comunità internazionale”.

Tuttavia nelle parole del Ministro si percepisce, altresì, un velo di preoccupazione per quanto potrebbe verificarsi in Iran giovedì 11 febbraio ovvero il 22 del calendario iraniano Bahman, giornata in cui ricorre il 31esimo anniversario della rivoluzione e della cacciata dello Scià.

“Non ci aspettiamo niente di buono”, ha spiegato ai giornalisti Frattini, “temiamo repressioni di diritti della libertà di quelli che vorranno manifestare contro il regime. Ci auguriamo che ciò non accada. Certamente saremo attenti alle violazioni dei diritti umani, al tempo stesso ci auguriamo che ci sia una grande solidarietà della comunità internazionale per tutti coloro che vogliono rivendicare la loro libertà di espressione contro il regime, come colo che vorranno manifestare pacificamente in qualunque modo”. “Quello che non si potrà mai tollerare – ha ribadito in conclusione Frattini – è vedere di nuovo scene di civili innocenti caricati, picchiati e peggio dalla polizia”.

L’attenzione nei confronti dell’Iran si sdoppia, quindi, su due fronti. Se da lato crescono, in ogni dove, sempre più le perplessità sull’aumento dell’arricchimento dell’uranio, dall’altro la comunità internazionale sta tendendo d’occhio l’integrità dei diritti umani augurandosi che non vengano calpestati durante elementari espressioni di libertà.

Michele De Chirico