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Influenza A. USA: contagi del virus H1N1 in calo

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Anche se ormai ha perso la sua grande popolarità, proprio come un personaggio dei reality la cui immagine viene offuscata dal tempo, la star che ha dominato i media di tutto il pianeta negli ultimi mesi dello scorso anno purtroppo continua a far parlare di se. Influenza A, il suo nome ufficiale.

Giungono dagli USA, precisamente dai Centri per il Controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta (CDC), gli ultimi dati in merito ai casi di contagio che allo stato attuale sono in continuo declino, condizione per cui molti esperti prospettano vicina la fine dell’epidemia.

“La pandemia ha un piede nella tomba” – ha dichiarato William Schaffner, esperto di malattie infettive della Vanderbilt University – “e considerato che ad oggi una buona percentuale della popolazione Usa ha sviluppato immunità all’influenza A tramite vaccinazione o un contagio lieve già avvenuto, è difficile che si verifichi una terza ondata influenzale dovuta al virus H1N1”.

Tuttavia i massimi esperti in virologia e i responsabili della sanità USA preferiscono percorrere la strada della cautela. Secondo le cifre rilasciate dai CDC, negli ultimi tempi, i casi di influenza “non sono più diffusi” in alcuno stato americano, i ricoveri ospedalieri per complicazioni e le richieste di visite mediche sono nella norma anche se restano, comunque, globalmente più alti i casi di mortalità relativi al virus H1N1. Nonostante sia improponibile il confronto con il periodo nero, ovvero l’arco temporale in cui il virus ha toccato il massimo picco di contagio divenendo causa di morte, la scorsa settimana negli Stati Uniti sono stati segnalati ulteriori nove decessi di cui con molta probabilità ben otto riconducibile a complicazioni dell’influenza A.

Anche nel resto del pianeta lo scenario appare un po’ più rassicurante. “Alla data del 31 gennaio 2010, più di 209 Paesi, territori e Comunità dal mondo hanno riportato casi confermati in laboratori di virus H1N1” – ha riportato una nota dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – “nelle zone temperate dell’emisfero nord, l’attività influenzale generale continua a calare” e anche in Asia e nel nord del continente africano, in particolare in Egitto e in Marocco, la malattia è in declino. A livello mondiale, però, l’influenza A resta “predominante” su quella stagionale.

Michele De Chirico

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