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Pmi: Ed Emma Marcegaglia inventa i “tavoli dell’attenzione”

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Emma Marcegaglia sembra dimostrare in questi ultimi giorni una volta di più di esser legata, fra i vari settori di competenza, all’obiettivo di tutela della piccola e media impresa italiana. Le nuove proposte con cui il presidente di Confindustria cerca di mediare il rapporto delle imprese con le banche, sono state presentate ed illustrate in occasione di un convegno dal titolo che già in sè racchiude un corposo significato: “Crescere insieme alle imprese, soluzioni per i sostegno delle Pmi sul territorio”.

L’idea a base della nuova proposta operativa è quella di creare dei tavoli dell’attenzione in ogni città per aiutare le aziende. Le piccole e medie aziende, infatti, stanno andando incontro a dei “mesi di fuoco”, in cui il futuro appare quanto mai incerto, così come il da farsi.

Oltre agli strumenti finanziari per chiudere i bilanci 2009 limitando i danni, le aziende sono infatti sommerse dai dubbi che riguardano i nuovi accordi di Basilea 2 e Basilea 3. Momenti di crisi profonda, e, senza tema di cadere in bassa retorica, mesi che bisogna constatare essere, per qualche azienda, di panico da rischio fallimento.

Ma in cosa consistono, in concreto, questi cosiddetti “tavoli” da istituirsi in banca? Il presidente di Confindustria ha spiegato: «Ci mettiamo insieme alle banche, prendiamo dei consulenti che rendano più trasparenti le imprese alle banche e lavorino per cercare di migliorare la situazione».

Ma le banche? Cosa ne dicono gli istituti di credito italiani, coprotagonisti dell’accordo che Emma Marcegaglia cerca di promuovere e mediare? Perchè non è che, in fondo, la Confederazione degli industriali possa farsi i così chiamati “conti senza l’oste”.

I primi segni da parte del “nemico”, comunque, o dell’alleato che voglia considerarsi, ossia quelli da parte delle banche, sembrano esser favorevoli, e lasciano ben sperare in favore dell’idea dell’industriosa Marcegaglia. Il consigliere e amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, infatti, ha da subito espresso la volontà di aderire all’iniziativa dicendo la sua, appena interpellato, con un gioco di parole che sembra ricercare la spesso perduta complicità con le imprese: “Sì ai tavoli dell’attenzione, per evitare i tavoli della tensione”. Staremo a vedere se saranno ugualmente concilianti gli altri principali gruppi bancari.

Ma quanto ci vorrà, prima che, all’atto pratico, si vedano i primi “tavoli dell’attenzione” bancaria al lavoro? Secondo Emma Marcegaglia, l’operatività dei tavoli dell’attenzione dovrebbe, accordi permettendo, partire già dal prossimo mese presso le associazioni territoriali.

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