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Regionali: Galan, dramma per il PdL se vince la Lega

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Dopo l’irrisolto nodo pugliese, dove, al momento, si prospetta una suicida corsa a due Palese-Poli Bortone, per il centrodestra nascono nuovi problemi anche in Veneto, dove il governatore uscente Galan, che aveva accettato a gennaio la decisione di Berlusconi di lasciare la regione alla Lega candidando Luca Zaia, è tornato a parlare delle imminenti elezioni regionali.

“Il dramma vero – ha detto oggi Galan – è sta tutto all’interno del Pdl: è lo spirito da numeri due, la rinuncia al combattere. I miei preferiscono mettersi d’accordo per fare i vice di uno della Lega invece di fare una sana competizione, magari anche perdendo. Quando si parte con la psicologia di chi ha perso allora si perde per davvero”.
Galan ha poi concluso il suo intervento spiegando che una vittoria di Zaia, il prossimo 28 e 29 marzo, sarebbe un “dramma” per il PdL.

Parole destinate a far discutere e che riportano in superficie una tensione che, per quanto nascosta dai reciprochi attestati di amicizia di Bossi e Berlusconi, dimostra una viva insofferenza, all’interno del PdL, per la possibilità che la Lega superi, in termini di consensi, il PdL nel nord-est, da sempre principale bacino di voto, con la Lombardia, per l’intero centrodestra.

A giugno, alle elezioni europee, il Popolo delle Libertà, in Veneto, era rimasto primo partito (29,33%) con un solo punto percentuale di scarto nei confronti del partito di Bossi (28,38%).
L’ultimo sondaggio disponibile, però, pubblicato a fine gennaio su “La nuova Venezia”, assegna alla Lega il 31% e solo il 27,5% al PdL.

Ma se Galan piange, Zaia non ride. Le sue dichiarazioni di netta contrarietà al nucleare, e di rottura con i cinque anni di gestione Galan che si era sempre detto disponibile ad ospitare in regione una centrale, hanno scatenato un gran putiferio all’interno della Lega, tanto che è intervenuto sul caso anche il ministro della Semplificazione Calderoli, uno dei “colonelli” del carroccio.

“Sono semplici posizioni personali,- ha detto oggi, parlando di Zaia – che non rispecchiano la posizione della Lega. Noi abbiamo sempre avuto cura per la sicurezza dei cittadini, sotto tutti gli aspetti. Una volta avuta la certezza che dal nucleare non deriveranno problemi ma solo benefici, ad esempio sui costi dell’energia, rinunciarci per motivazioni ideologiche non avrebbe senso. Tanto più che nelle decisioni verranno coinvolti i territori”.
Ma la polemica è destinata a crescere, anche a fronte di una netta contrarietà al nucleare dell’intera Lega Nord – Veneto, schierata al fianco di Zaia, che rifiuta l’idea che in regione debba essere costruita una centrale che, dicono, produrrebbe energia solo per le altre regioni.

Mattia Nesti

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