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Scorsese e Di Caprio a Roma per Shutter Island

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In attesa dell’uscita di Shutter Island, opera ultima di Martin Scorsese, si è svolta oggi a Roma nell’elegante cornice dell’Hotel Hassler la conferenza stampa di presentazione del film, in presenza del regista e di Leonardo Di Caprio, interprete principale, accompagnati dai produttori Bradley Fischer e Mike Medavoy.

Un’esclusiva italiana a cui era presente anche Carlo Rossella, presidente di Medusa Film, con cui il film verrà distribuito, in circa 400 copie. La pellicola arriverà in Italia solo il 5 marzo; ma nel frattempo sarà presentata in concorso al Festival di Berlino (11-21 febbraio).

Leonardo Di Caprio veste i panni di un agente federale Teddy Daniels convocato a Shutter Island, insieme al suo assistente (Mark Ruffalo), per indagare sulla scomparsa di una pluriomicida da un manicomio criminale. Un personaggio complesso, quello di Di caprio, diviso tra il bene e il male, il più violento e dark che abbia interpretato finora, a detta dell’attore. La storia si basa sull’omonimo best-seller di Dennis Lehane.

Al loro quarto film insieme, Shutter Island consolida la collaborazione tra i due, come ha spiegato lo stesso regista: “Ci lega oramai una fiducia reciproca. Nel nostro ultimo lavoro avevo avuto la sensazione che Leo avrebbe potuto raggiungere livelli di interpretazione persino maggiori e con questo film ne ho avuto la prova. Per me lavorare con lui è sempre fonte di ispirazione, ma devo dire che in questo caso sono rimasto persino sorpreso dall’intensità con cui ha ricoperto il suo ruolo”.

Da parte sua Di caprio ha spiegato così la sua ammirazione: “Chiunque abbia lavorato con Martin Scorsese conosce la sua naturale propensione a consegnare un ruolo totalmente nelle mani di chi lo interpreta. Ciò è molto importante per chi fa questo mestiere. La mia carriera è iniziata quando avevo quindici anni ,- ha raccontato l’attore – sin da allora ho individuato i miei eroi, i modelli a cui ispirarmi, come Montgomery Clift, Robert De Niro e James Dean. La mia massima aspirazione è fare qualcosa di buono, tanto quanto hanno fatto loro. La spinta a riuscirci provoca una sete implacabile e può durare una vita intera”.

Claudia Fiume