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Afghanistan: valanga provoca decine di morti

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Lunedì una serie di valanghe ha colpito il Salang Tunnel sulla strada che collega la capitale afghana Kabul a Mazar-e Sharif, nel nord ovest del Paese, intrappolando più di un centinaio di veicoli.

Per ora si parla di una trentina di morti accertati, ma il bilancio, man mano che vengono raggiunti i veicoli sommersi dalla neve, è sicuramente destinato a salire, anche a causa delle temperature indubbiamente rigide, che portano gli eventuali superstiti a congelare in pochissimo tempo.

In un auto i soccorritori hanno trovato ben cinque persone morte e il bilancio, che secondo alcune fonti sarebbe già salito ad oltre sessanta vittime, è sicuramente destinato a salire ulteriormente. Anche se solo una persona per veicolo fosse deceduta, saremmo già ad un centinaio di vittime.

Per arrivare sul luogo, il Passo del Salan a circa 3800 metri di quota, vengono impiegati elicotteri militari e sul posto i buldozer vengono usati per spostare l’enorme massa nevosa. Si teme che sotto la neve ci siano altre 40 persone, secondo quanto reso noto dal Ministo dell’Interno Hanif Atmar durante una conferenza stampa a Kabul.

Per aiutare le persone bloccate nelle strade innevate, l’esercito ha lanciato viveri e coperte per aiutare le persone a sopravvivere in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

Più di 2500 persone sono state ormai soccorse dai propri veicoli e ci sono oltre 400 feriti, i più gravi ricoverati al vicino ospedale di Charikar, a circa 50 KM a nord di Kabul, mentre alcuni sono stati portati alla Base Aerea Militare Bagram, come confermato Ministro della Difesa, il Generale Abdul Raim Wardak.

Quasi 500 militari afghani e 400 membi delle forze di polizia sono impegnati, oltre a volontari e paramedici, per le operazioni di soccorso. La Coalizione Internazionale ha fornito quattro elicotteri Chinook, mentre l’esercito ha mandato 2 elicotteri, molte abulanze e molti buldozer.

È ormai una corsa contro il tempo, perché la temperatura rigida rende sempre più bassa le possibilità di trovare persone vive sepolte sotto la neve.

Sebastiano Destri