Bologna: Pdl e Lega dicono no al voto anticipato

La situazione elettorale all’ombra delle Due Torri di Bologna si fa sempre più complicata. Nel giorno in cui i rappresentanti dell‘economia locale lanciano un appello ai parlamenatari bolognesi affinché si adoperino per scongiurare la soluzione del commissariamento, da Pdl e Lega arriva il “no” categorico al voto anticipato.

A ufficializzarlo sono stati Filippo Berselli e Angelo Alessandri, rispettivamente responsabili del Pdl e del Carroccio nella Regione che, con una nota congiunta, hanno espresso la loro indisponibilità a firmare una “leggina” che potrebbe consentire ai bolognesi di votare (ed eleggere) il nuovo sindaco tra aprile e giugno. Ad aprire un nuovo spiraglio era stato oggi il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che aveva parlato della possibilità di approvare in Parlamento una normativa ad hoc licenziata in tempi stretti dal governo.

La risposta dei due schieramenti di centrodestra ha, però, sbarrato la strada a questa eventualità e generato l’ennesima tensione tra i partiti. “Il Pdl e La Lega dell’Emilia Romagna – si legge nella nota diffusa oggi – non hanno alcuna intenzione di intervenire sull’attuale normativa, anticipando le elezioni comunali previste per il prossimo anno, anche nella convinzione che un buon commissario sarà in grado di fare per la città di Bologna molto meglio di quello che fece Cofferati per 5 anni e di quello che Delbono ha fatto per otto mesi”.

“Peraltro – continuano Berselli e Alessandri – il ministro Maroni per l’eventuale Election Day aveva a più riprese precisato che sarebbe stato necessario che tutti i partiti, nonchè lo stesso Delbono, avessero richiesto ufficialmente un decreto legge per ridurre da 20 a 2 giorni il termine previsto per il sindaco dimissionario per l’eventuale ritiro delle proprie dimissioni”.

“Il Pd – proseguono i due rappresentanti di centrodestra – nonostante la sua disponibilità manifestata a livello locale, non l’ha però mai ufficializzata a livello nazionale e in funzione di ciò è sfumata l’ipotesi, fortemente caldeggiata da Pdl e Lega, per l’ Election Day a fine marzo; a questo punto – si legge ancora nella nota – occorre rispettare la legge vigente che prevede anche per Bologna le elezioni nella primavera del prossimo anno perché diversamente si tratterebbe per il Parlamento di approvare una legge “ad Bononiam“.

Sul fronte avverso, Pd e Udc hanno, invece, ribadito la loro disponibilità ad approvare una norma che allontani lo “spettro” del commissariamento prefettizio dalla città, ma dopo i “niet”  scanditi da Pdl e dalla Lega la vicenda sembra destinata a creare nuove polemiche.

Maria Saporito