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Calcio: cartellino rosso per chi bestemmia e prova tv

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Stop alle bestemmie sui campi di calcio.

Dopo il grido d’allarme del presidente del Coni, Gianni Petrucci, la Federazione Italiana Gioco Calcio si è attiva e oggi, nell’assemblea del consiglio federale, ha deciso che emanerà una specifica previsione nelle “decisioni ufficiali”, invitando gli arbitri a punire con il cartellino rosso chi usa un linguaggio blasfemo. E se i trasgressori non verranno colti in fallo dalla quaterna arbitrale, potranno comunque subire una successiva sanzione grazie alla prova televisiva: il termine per la sua acquisizione sarà spostato in avanti di 4 ore (dalle ore 12 alle ore 16 del giorno successivo alla partita) in modo di semplificare il lavoro alla procura federale.

A caccia quindi di bestemmie sul rettangolo di gioco, anche grazie all’occhio indiscreto della telecamera: effetto Grande Fratello?

Basta anche con le scritte sulle canottiere che i giocatori tengono sotto la maglia ufficiale. Questo al fine di migliorare l’etica comportamentale e gli atteggiamenti sul campo.

Di questo passo potrebbe giungere anche la famosa moviola in campo, che toglierà definitivamente ogni dubbio su contenzionsi e controversie. Ricordiamo che ,in giochi come il rugby, l’arbitro possiede addirittura un microfono che permette di monitorare tutto ciò che pronuncia, e che viene pronunciato nelle sue vicinanze.

Se vengono aumentate lo forme di controllo ,ci sarà sempre meno spazio all’interpretazione, che genera solo dibattiti, caos ed anche violenza negli stadi. Inoltre la mancanza di oggettività ,e dell’utilizzo di strumenti atti a dare prove concrete e reali, può dare adito a “manovre e pilotaggio degli eventi” che potrebbero inquinare ed influenzare artificiosamente l’andamento delle competizioni.

PB