Ciancimino a Miccichè: mi consenta, non ho mai detto che il premier è mafioso

Le scottanti rivelazioni rese da Massimo Ciancimino nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo continuano a suscitare polemiche. L’ultimo ad “insorgere” di fronte alle insinuazioni del figlio di Don Vito che ha parlato di un filo diretto istauratosi negli anni ’90 tra Cosa NostraForza Italia è Gianfranco Miccichè, sottosegretario del Pdl, tra i fondatori del partito in Sicilia.

Sul blog “Sud” il politico siciliano ha bollato le dichiarazioni di Ciancimino jr come “fandonie” e ricordato che, non avendo partecipato all’atto fondativo del partito, non può considerarsi in grado di ripercorrerne con esattezza la storia. Non solo, Miccichè ha inoltre ribadito la più completa distanza tra la mafia e Fi che – secondo la sua analisi – ha sempre dimostrato di voler condurre “una lotta senza quartiere” contro la criminalità.

Alle pesanti precisazioni del sottosegretario del centrodestra sono seguite le parole dello stesso Massimo Ciancimino che, intervenendo sul medesimo blog, ha così replicato al politico siciliano. “Non ho dubbi – ha esordito il figlio di Don Vito – che lei era presente all’epoca della nascita di Forza Italia, essendone di fatto stato chiamato a dirigere ed a seguirne direttamente nella scelta gli uomini da coinvolgere per la nuova esperienza politica in ambito siciliano; so benissimo quanto ha lavorato e con quanto impegno e sacrificio ha svolto il suo indiscutibile ruolo”.

“Personalmente – ha continuato Ciancimino jr – non ho mai sentito neanche pronunziare il suo nome a mio padre, né direttamente né indirettamente. L’ho sempre conosciuta come una persona libera e corretta ed è solo per questo che mi permetto di scriverle. Mi consenta, gradirà sicuramente l’utilizzo del termine, le confermo che io non c’ero, quello che lei riferisce nel suo blog risponde sicuramente al vero, non c’ero e non ero presente“.

Un lungo “preludio” che anticipa il passaggio più importante. “Ho sempre escluso – ha proseguito Massimo Ciancimino – avendolo appreso direttamente da mio padre, ogni coinvolgimento diretto del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con ambienti mafiosi, ma vorrei solamente permettermi di invitare lei, Onorevole, e tanti altri personaggi appartenenti alla stessa sua coalizione politica, a saper aspettare di conoscere tutte le mie dichiarazioni nella loro interezza rese e ancora da rendere nelle Aule di Giustizia prima di poter arrivare a rilasciare dichiarazioni alquanto banali, da me oggi lette nei principali quotidiani, ben lontane dalla reale “mia versione dei fatti”. Lasciamo ad altri, in ogni caso – ha concluso Ciancimino –  il compito di stabilirne la veridicità“.

Maria Saporito