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Fabri fibra: i giovani come li racconta lui

”Racconto solo fatti di cronaca/ quella dura / quella che fa’ brutto / quella che fa’ paura”.  L’intento di raccontare , che già nasceva nei suoi versi rap, lo ha reso a breve il cantante dei giovani, coloro che ,diversamente dai decenni del passato, preferiscono esprimersi a tempo di musica invece di scendere in piazza.Da vero e proprio cantastorie ora si cimenta nella conduzione televisiva. Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra, vuole far parlare i giovani direttamente.
Il programma che prende il nome da uno dei suoi maggiori successi, “Fabri Fibra in Italia”, andrà in onda su mtv ogni giovedì alle 21. Occasione per il cantante di cimentarsi in altre vite difficili e di mostrarle alla gente, ai ragazzi di ogni target e cultura che spesso si fermano sul canale solo per un po’ di svago. Lui, fautore di ritornelli che rimangono in testa, interagisce con i giovani cosi e racconta così il suo bisogno: “Storie reali per quanto invisibili che meritano di essere raccontate, storie di ragazzi che vita e realta’ la vivono sulla propria pelle non certo per offrirla in pasto alle telecamere; storie sotterranee, non ascoltate e non considerate all’altezza forse del racconto mediatico, ma simbolo di verita’ tanto nascoste quanto importanti”.
 I racconti che spesso fanno poca audience o spaventano il pubblico vengono messi da parte, ma quando è il mondo giovanile e il futuro di molti la posta in gioco Fabri Fibra lascia da parte la musica e sfida le abitudini dello share: cinque puntate monografiche , docu-fiction che in comune hanno la verità, unico modo per colpire la leva del cambiamento. Ogni racconto sottoposto al conduttore aveva qualcosa di speciale, un modo diverso di prendere di petto le situazioni astiose, lui che ama definirsi termometro del malessere, ha deciso quali storie potessero essere più rappresentative per l’Italia in questo momento: “Ci abbiamo messo tre mesi per buttar giù gli argomenti e individuare le storie. Abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta e grazie alla scrematura sono venuti fuori i “casi” più rappresentativi. Abbiamo catturato la vita normale di giovani italiani alle soglie di un evento importante per il loro futuro. Secondo me ci siamo riusciti.”
Le puntate come “fuori dal campo” “l’Aquila oltre il disastro” “ Palestra di boxe a Gomorra”, racconteranno il disadattamento sociale e di come, a disdetta di ciò che si pensa, ci siano giovani che non snobbano  i disagi ma li vivono cercando di combatterli con soluzioni intelligenti. A  limite del possibile.

Ilaria Salzano