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“Il figlio più piccolo”. Pupi Avanti racconta l’Italia cialtrona dei furbetti del quartierino

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Christian De Sica e Pupi Avati

Il 19 febbraio esce nelle sale italiane “Il figlio più piccolo”, l’ultimo film di Pupi Avati, che decide di accantonare la vena nostalgica che ha caratterizzato gran parte della sua produzione, a favore di una vena più cinica e più cattiva.

Il film racconta la deprimente Italia di oggi: quella dei furbetti del quartierino, delle regole civili e morali ribaltate, del gossip mediatico, dei personaggi semi-sconosciuti che arrivano in poco tempo arrivano ai vertici del potere finanziario.

A sorpresa troviamo un Christian De Sica, nei panni di un immobiliarista rampante e cinico: specchio fedele della situazione attuale in Italia, dove cialtroni senza cultura o storia, si trovano catapultati, come per miracolo, nel gota della finanza nazionale.

Alla presentazione del film, è stato lo stesso regista a suggerire una chiave di lettura della sua ultima fatica: “”Il mio cinema non è mai stato di denuncia, ma il presente in questi ultimi anni è diventato davvero indecente, anche per una persona moderata come me. E non parlo solo della politica: la volgarità, la scorrettezza praticata con indifferenza totale, l’assioma che si è quel che si ha”.

Tutte peculiarità che ritroviamo nel personaggio principale, pessimo esempio della situazione italiana: Luciano (Christian De Sica), finanziere arrogante e cinico lascia la super-ingenua e super-innamorata moglie (Laura Morante), con due figli piccoli a carico. Dopo 15 anni, la holding che ha creato con il suo socio (Luca Zingaretti) sta per fallire e la magistratura sta per incriminarlo.

Luciano, sentendosi alle strette, decide di intestare tutte le bad company presenti nel gruppo al figlio ventunenne, che non vede da 15 anni. Il ragazzo immaturo ed  ingenuo, entra così nel mondo in apparenza “privilegiato” del padre. Chissà se in realtà questa mossa riuscirà a salvare Luciano-De Sica dal fallimento.

Una storia che, chiaramente, chiama alla memoria personaggi e situazioni reali.

Laura Morante nei panni della moglie ingenua ha dichiarato di amare la crudezza di analisi del celebre regista: “Io amo il cinema di Pupi quando è così crudele. Per poter curare bisogna prima vedere con grande spietatezza cosa succede”.

Tutte le attenzioni sono tuttavia, per Christian De Sica, che dopo anni di film natalizie, torna al cinema “impegnato” e  d’autore. L’attore romano ha commentato: “Ho 59 anni, questo personaggio me lo sono meritato, spero che dopo questa opportunità che mi ha dato Avati arrivino altri ruoli”.


Federico Lusi