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Il Flash Mob “Tutti possono ballare” blocca la stazione Termini di Roma

ROMA-Stazione Termini, ore 13.00.

Il 6 febbraio 2010 alla stazione Termini di Roma è accaduto l’inimmaginabile. Nel bel mezzo del traffico di persone che ogni giorno si muove all’interno della stazione una telecamera spia e riprende tutto dall’alto. Improvvisamente dalle casse in filo diffusione parte una musica tratta dal film “Dirty Dancing” ,”Stay Just a little? bit longer”, ed un ragazzo ed una ragazza si avvicinano e si muovono a tempo di musica. Nel frattempo attorno a loro si crea un vuoto fino a quando parte “Fatman Scoop” con “Be Faithful”, ed una ventina di ragazzi si lanciano in una coreografia hip-hop coinvolgente e trainante. Una volta conclusa la coreografia hip-hop aumenta il ritmo, ed aumentano i partecipanti di quello che ormai diventa un ballo di gruppo. Un’altra ventina di ballerini sbucano dalla folla, e sulle note di “Chelsea Dagger” dei “The Fratellis” la stazione di Termini si trasforma definitivamente in un villaggio turistico in piena regola.

Lo show urbano continua con Giuseppe Verdi – da La Traviata “Libiamo”, Santa Esmeralda – “Don’t Let Me Be Misunderstood”, Daft Punk – “Around the World”, Chuck Berry – “Let’s twist again” e gli Wham – “Wake me up before you go-go”. Anni 80, lirica, twist, dance, rock, hip-hop e pop, ogni genere musicale viene suonato e coreografato al fine di coinvolgere più persone possibili in questo Flash Mob intitolato ” Tutti possono ballare ” messo in scena da U.A.P , Urban Arts Project.

Quattro minuti circa di ordinaria follia che hanno coinvolto non solo gli organizzatori ed i ballerini pronti ad animare, ma anche i passanti ed i curiosi armati di cellulari e fotocamera. Dopo lo show la folla si dirada ed il ritmo della musica lascia posto al ritmo della quotidianeità dove spesso ci si muove come automi e per forza di inerzia.

I flash mob, o mobilitazioni di massa, nascono come esperimenti sociali ma stanno diventando un fenomeno mondiale. Sono tentativi di irrompere nel normale ciclo produttivo e di vita sociale, e fino ad oggi non hanno costituito un pericolo ne una forma di violenza, ma solo una sana forma di evasione, seppur momentanea, dalla monotonia del quotidiano.

P.B.