Internet: “Rapelay” videogioco sulle violenze sessuali

Questo “grazioso” gioco giapponese ha uno scopo: permette al giocatore di vestire i panni di uno stupratore seriale, pronto a girare tutta la città in cerca di ragazzine da violentare. Il videogame é facilmente scaricabile dalla rete e ovviamente propone un tipo di modello di vita terribile, che potrebbe essere preso come esempio da diverse persone. Che originali questi giapponesi!
Le vittime vengono picchiate, umiliate, violentate e si possono anche far abortire! Se non riesce nella sua missione, il terribile protagonista del gioco viene gettato sotto un treno in corsa. Perché non mettere anche un “Evviva, siamo violenti” all’inizio del game?
Giorgia Meloni, ministro della Gioventù interviene in merito: “Farò richiesta alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di intervenire presso i gestori che offrono la possibilità di scaricare da Internet Rapelay, affinchè rimuovano il gioco dalla rete”.

Ma bisogna riconoscere che la replica del ministro Meloni si è fatta attendere e non poco; nessuno ha tenuto conto che quel tipo di gioco è chiaramente un’invito a delinquere?
C’è gente che passa il suo tempo, che a questo punto è evidentemente sprecato, a lottare ed impegnarsi per eliminare la discriminazione e a sostenere le donne vittime di violenze e poi che accade?
Che dalla lontana terra dell’Asia un carissimo “idiota” (spero che il termine mi venga concesso!) decide di sperimentare un giochetto nuovo, probabilmente perché nella sua misera e triste vita non ha fatto altro che essere rifiutato dalle donne. E allora diamo modo a tutti di “giocare” a chi le umilia, distrugge e ferisce di più!
Tanto è solo un gioco no? Ma di che cosa dovremmo sorprenderci visto che questo scempio è disponibile in tutti i negozi del Giappone dal 2006?

Alessandra Battistini