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L’Italia è leader nelle adozioni internazionali

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In base ai primi dati estrapolati dal dossier preparato dalla Cai (Commissione per le adozioni internazionali) l’Italia si conferma leader nel mondo, seconda soltanto agli USA che nel 2009 hanno registrato una diminuzione pari al 27%.

Sebbene la tendenza generale registrata negli ultimi cinque anni veda una diminuzione delle pratiche di adozione dei minori, l’Italia, nello stesso arco di tempo ha visto addirittura crescere il numero di adozioni. Nel 2008 sono stati adottati 3975 minori, lo scorso anno invece 3964 provenienti da 62 Paesi.

Secondo i dati Cai, l’89% delle coppie richiedenti un’adozione non hanno figli. Possiedono un livello di istruzione alto rispetto alla media nazionale della popolazione, la professione più diffusa è l’impiegato, i mariti spesso svolgono professioni intellettuali e le donne professioni tecniche, intellettuali e scientifiche ad alta specializzazione.

I minori adottati tra il 2000 e il 2009 sono stati 25860, provenienti principalmente dalla Federazione Russa (18%), Ucraina (15%) e Colombia (9%), a cui seguono Vietnam, Nepal e Cambogia.

Il trend in crescita può essere attribuito in parte all’intensa attività della Cai, che collaborando con le autorità dei Paesi di provenienza nel superamento dei problemi organizzativi, ha favorito l’ingresso dei primi 23 minori dalla Cina, all’accordo bilaterale con la Federazione Russa e alla positiva conclusione del Forum Panafricano svoltosi nel Burkina Faso nel mesi dicembre 2009.

L’adozione è l’istituto giuridico atto a garantire ad un minore in grave stato di abbandono e maltrattamento, il diritto a vivere serenamente all’interno di una famiglia diversa da quella biologica. In Italia, questo istituto è disciplinato dalla legge 184/1983, mentre a livello internazionale vige la Convezione dell’Aja.(ratificata in Italia con L476/98).

Sul territorio gli Enti autorizzati al processo di adozione sono presenti con ben 332 sedi.

PB