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Lo sciopero dei lavoratori pubblici paralizza la Grecia

Il sindacato dei funzionari (ADEDI) e quello comunista dei lavoratori  (PAME) hanno indetto in Grecia uno sciopero per protestare contro le misure di austerità anti-crisi del primo ministro socialista Yorgos Papandreu.
L’intero settore pubblico è completamente paralizzato: anche i controllori aeri, i professori e gli stessi medici hanno aderito allo sciopero provocando la chiusura degli aeroporti, delle scuole e addirittura di alcuni ospedali pubblici.
Lo sciopero di oggi è la prima reazione popolare contro il Programma di Austerità presentato da Papandreu, che prevede, tra l’altro, il congelamento dei salari pubblici, la riduzione di un 10 per cento dei sussidi salariari, e prevede che lo stato, da ora in poi, non assumerà nessuno a meno che non sia nei settori critici della sanità, dell’educazione e della sicurezza, e aumenta l’età delle pensioni per tutti.
Inoltre, proprio oggi, è partito l’aumento della imposta sui carburanti, mentre tra poco saranno applicate nuove misure fiscali che obbligheranno tutte le imprese a consegnare una fattura al consumatore. Sebbene il governo abbia dichiarato che non concederà nuovi aiuti economici, anche molti agricoltori continuano a bloccare le strade nazionali.
Angenti antidisturbo hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere le decina di manifestanti che si erano riunite nel centro di Atene.
“Gli agenti lanciarono gas lacrimogeno quando gli operatori dei servizi di pulizia cercarono di rompere con i loro camion il cordone poliziale e riunirsi alla marcia principale ” ha dichiarato un officiale di polizia, aggiungendo che alcuni manifestanti risposero lanciando delle pietre contro gli agenti. Mentre il paese si trova sommerso nel più profondo caos, il primo ministro è in viaggio in Europa e domani parteciperà alla riunione economica speciale dell’UE, dove spera di ricevere appoggio e aiuto.
L’anno scorso la Grecia registrò un deficit del 12,7 per cento del PIL, più del doppio delle cifre iniziali presentate dall’ anteriore governo e più del tripo del massimo imposto dall’Eurozona. Inoltre, il debbito pubblico supera già il 120 per cento del PIL.
Allo sciopero di oggi seguirà una nuova protesta dei lavoratori del settore pubblico e privato il 24 febbraio.

Annastella Palasciano