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Morgan: verrò a Sanremo solo se potrò cantare

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Morgan

L’Onnipotente “Mamma Rai” può anche questo: riaccoglierà sul palco di Sanremo il figliol prodigo Morgan, che si era smarrito ed è stato ritrovato. Ma non prima di aver risposto ad un faccia a faccia sul palco dell’Ariston fatto di venti minuti di domande preparate ad hoc dagli autori.

Discussioni anche qui: c’è chi vorrebbe un’intervista secca come quella che fu preparata per Mike Tyson, che sa un po’ di eroe sconfitto. Morgan dal canto suo appare molto disponibile all’ospitata, (“il Festival mi ha sempre interessato, mi piace l’idea di andarci”, sostiene ancora) dice di non voler andare al Festival per fare il “pagliaccio”, ma per risollevare la sua figura ferita dall’evolversi della vicenda, spiegare meglio cosa è successo e magari metterci magari una pietra sopra.

Naturalmente l’artista tornerà in veste di ospite, visto che quella famosa e compromettente intervista non lo farà comunque partecipare alla gara. Il suo brano, intitolato “La sera”, lo aveva definito “un pezzo di altri tempi, un po’ alla Fred Buscaglione, ma con un’orchestrazione sinfonica, quasi ottocentesca” che parla “dell’amore romantico vissuto nel momento di grazia”; aveva uno dei testi più originali in gara e sicuramente avrebbe vinto almeno il Premio della Critica.

La partecipazione dell’artista quindi è garantita, ma pare Morgan abbia posto una condizione agli autori: sì all’ospitata, ma che venga valorizzata l’esibizione artistica. Intanto c’è da dire che il cantante aveva previsto per la presentazione del suo brano di giocare il doppio ruolo di interprete e di direttore musicale: peccato che fino ad ora a Sanremo nessuno si è ancora mobilitato per preparare la parte musicale che eseguirà l’orchestra.

Nell’attesa, il testo della canzone dell’artista, “La sera”:

S’apre la sera
vedi, s’avvera
Morbida svela e distende
la sua coperta nera
ecco la sera, bella la sera
la luce s’inchina
esce di scena
poi si nasconde tra i monti
scalderà altre genti
brucerà altri campi
e altri orizzonti
avanti, entri la sera
e noi siamo ancora qui
ma niente sembra uguale: con te
Con te si può parlare
disordinare il destino
rimandare il mattino
che il modo migliore è
consumare le pre facendo l’amore
Cade la sera
e il cuore s’ispira
mentre il cielo si oscura
buio a regalar le stelle
belle illusioni, sogni lontani
anche se per oggi abbiamo dato già abbastanza
tutte le nostre forze, tutti i fianchi e gli occhi
non siamo stanchi
e d’incanto l’identico istinto ci coglie
e con me ti fai trascinare via
Guarda la sera
scende sicura
apre la notte futura e
non infonderà paure
anzi ci invita a nuove avventure
e fin che resteremo insieme non morirò
e del tormento allora ci faremo un canto
tutto il tempo che resta, ogni sera la nostra festa.

Martina Guastella

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