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Omicidio Raciti: Speziale condannato a 14 anni di carcere

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Il Tribunale per i minorenni di Catania

ha condannato a 14 anni di reclusione e a cinque anni di interdizione Antonino Speziale per l’omicidio dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, morto per i postumi di ferite riportate durante gli scontri del derby di calcio con il Palermo giocato il 2 febbraio del 2007 nello stadio Angelo Massimino. L’accusa aveva chiesto la sua condanna a 15 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. Il processo si è celebrato davanti il Tribunale per i minorenni perché l’imputato, all’epoca dei fatti, non era ancora maggiorenne. Alla lettura della sentenza in aula erano presenti l’imputato e i suoi genitori, la vedova di Raciti, Marisa Grasso, e i genitori dell’ispettore di polizia. Secondo l’accusa Speziale durante l’arrivo dei tifosi del Palermo al Massimino avrebbe lasciato il suo posto allo stadio per scontrarsi con gli ultras ‘rivali’ e avrebbe utilizzato un sottolavello in metallo, usandolo a mò d’ariete, contro le forze dell’ordine che cercavano di bloccarli. In quell’occasione, davanti all’ingresso della Curva Nord, avrebbe ferito mortalmente, con una lesione al parenchima del fegato, l’ispettore Raciti. Con lui avrebbe agito anche un altro ultras del Catania, Daniele Michele, per il quale, in un processo separato davanti la Corte d’assise di Catania, l’accusa ha chiesto oggi la condanna a 11 anni di reclusione: 10 per omicidio preterintenzionale e un anno per resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Per quest’ultimo reato Speziale è stato già condannato, con sentenza definitiva, a due anni di reclusione, che ha già scontato.

Il silenzio e l’immobilità di Antonino Speziale, l’abbraccio ai suoi legali della vedova Marisa Grasso. Sono state queste le reazioni delle due ‘parti’ alla lettura della sentenza del processo Raciti che condanna Speziale a 14 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. “Alla lettura della sentenza la vedova ci ha abbracciato ed é stato come un gesto liberatorio – ha detto l’avvocato Enrico Trantino che assiste la vedova Raciti- Oggi ha avuto uno sfogo per una serie di eventi e emozioni che mettono a dura prova, fiaccano le resistenze di chiunque”. Il penalista ritiene che “la sentenza di oggi non influirà” sul processo, per lo stesso reato, che si celebra davanti alla Corte d’assise di Catania a Daniele Micale.

“Sono tranquillissimo perché so di essere innocente. Non non ho fatto niente di male e sono resto sereno. Del resto mi aspettavo questa sentenza”. Così Antonino Speziale, presente in aula, ha commentato la sentenza del Tribunale per i minorenni di Catania.

Manuela Vegezio