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Operai Fiat: Fiorello, basta spot

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Gli operai di Termini Imesere, determinati a portare avanti la loro lotta contro la Fiat che ha scelto di chiudere lo stabilimento siciliano, nella speranza che il Governo si decida a prendere in mano la situazione senza rimanere succube dei vari Marchionne e Montezemolo, hanno deciso di rivolgersi ad uno dei siciliani più noti: Rosario Fiorello.

Lo showman, infatti, è impegnato ormai da tempo nella promozione di Fiat, con gli spot televisivi che vediamo quotidianamente andare in onda; l’appello a sospendere la pubblicità, in segno di solidarietà con i lavoratori, viene, ancora una volta, da Facebook.
Sono nati sul social network diversi gruppi, che complessivamente radunano alcune migliaia di iscritti, che chiedono a Fiorello di impegnarsi in una sorta di “solidarietà sicula”.

“Dacci una mano, – scrive un operaio – dillo chiaro e forte che sei dalla nostra parte”.
Lavoro allo stabilimento Fiat e dopo 13 anni mi stanno per licenziare. Interrompi la pubblicità, ti prego. So che hai un contratto, ma pensa anche a noi, a 2200 lavoratori che stanno per essere sbattuti fuori”.
“Fiore, – aggiunge un altro – sai cosa significa licenziare quegli operai? Significa, in un territorio governato dalla mafia, mandare per strada 2200 famiglie“.

C’è chi ricorre al dialetto, “Nun fari u surdu all’appellu de Siciliani”, e chi si ispira alla pubblicità dei finanziamenti Fiat di alcuni mesi fa: “Fiore – scrive un utente – sospendi la pubblicità! Muvt muvt!“.

I messaggi degli operai, intanto, sono arrivati fino alla pagina ufficiale di Fiorello su Facebook, che conta quasi 310mila fans, dove, negli ultimi minuti, sono apparsi numerosi messaggi riferiti a Termini Imerese e la foto dello stemma di Fiat barrato dalla scritta “No Termini Imerese, No Fiat“.

Il prossimo appuntamento, per capire come proseguirà la storia degli oltre 2mila operai di Termini Imerese, è fissato per il prossimo 5 marzo, quando, come ha annunciato il ministro per lo Sviluppo Scajola, saranno presentate le “8-10” presunte offerte vagliate dal Governo per l’acquisto dello stabilimento da parte di industrie straniere dell’auto. Sperando che non si sia trattato di un irresponsabile bluff di mercato, compiuto ai danni dei lavoratori.

Mattia Nesti