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Puglia: conclusa legislatura Vendola, stabilizzati 8mila precari

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La notte scorsa il Consiglio Regionale della Puglia ha approvato, dopo una lunga maratona durata quasi 48 ore, il pacchetto “Omnibus”, contenente numerose norme riguardanti la sanità della regione.
L’approvazione del pacchetto, decisa dai voti della maggioranza (Partito Democratico, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra, SeL), pone fine alla legislatura di Vendola, che il governatore uscente ha concluso stringendo la mano a Rocco Palese, suo avversario, insieme a Adriana Poli Bortone, per le prossime elezioni regionali.

Tra le norme più importanti approvate sono presenti controlli più severi nei confronti dei privati che vogliono entrare nel mondo della sanità, tagli a diverse tariffe, un’azione di monitoraggio sugli innesti di protesi, procedura intorno a cui ruotava lo “scandalo Tarantino” scoppiato in estate dopo l’evoluzione del caso D’Addario-Berlusconi, e, soprattutto, la stabilizzazione a tempo indeterminato di quasi 8mila lavoratori che, fino ad oggi, avevano lavorato nel settore della sanità con contratti a tempo determinato.
Un risultato importante che mette in luce un problema di carattere nazionale, legato all’esistenza della Legge 30 Biagi-Maroni, che coinvolge milioni di giovani precari costretti a lavorare in condizioni di schiavismo o a rimanere per anni nel medesimo posto di lavoro venendo però ogni anno licenziati e subito riassunti (come accade nel mondo della scuola) per evitare di dar loro i diritti propri dei lavoratori a tempo determinato.

“Per noi – ha detto il governatore Vendola, a margine della votazione – la lotta alla precarietà è stata una stella cometa. Ci sono famiglie che vivono con il cappio al collo di un contratto a tempo determinato […] È stato un piacere condividere questi cinque anni con Palese e con i consiglieri di maggioranza e opposizione. Abbiamo cercato di essere classe dirigente e qualche volta ci siamo riusciti”
“Ora – ha aggiunto, riferendosi alla sanità – possiamo controllare di più e meglio. Non abbiamo avuto la bacchetta magica. Il mio rimpianto? Non essere riuscito ad aiutare chi era caduto e non poteva rialzarsi, stretto tra l’emergenza e la programmazione”.

“Con piacere ho stretto la mano – ha commentato il candidato PdL – e mi auguro di continuare a farlo in campagna elettorale. Ciò non toglie che noi pugliesi tiriamo un sospiro di sollievo per la fine di questa legislatura”.
Spazio, ora, alla campagna elettorale, che vedrà i tre contendenti impegnati fino al 28 marzo. In attesa di capire se il centrodestra arriverà davvero diviso al voto o se, alla fine, il PdL riuscirà a convincere la Poli Bortone e l’Udc a convergere su Palese.

L’ultimo sondaggio (28 gennaio, Crespi Ricerche) vedeva Vendola al 42%, Palese al 39% e la Poli Bortone al 19%.

Mattia Nesti