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Quel treno per… la Liguria: la rivoluzione dei pendolari

Il problema della qualità dei (dis) servizi di Trenitalia è sempre molto attuale. Difficilmente un treno sul territorio italiano arriva in orario e per treno intendiamo quello che viene preso quotidianamente, non quando si va in gita, con il quale magari si fanno anche 1000 km. Altrettanto dura è vedere un convoglio pulito, o vagamente tale; questo, a dir la verità  non solo per colpa delle imprese di pulizia assunte dalle ferrovie dello Stato, ma anche e forse soprattutto per l’incuria diffusa del bene pubblico da  parte dei cittadini italiani.

Resta il fatto però, che se un vagone ha 25 anni ( ad esempio) risulta arduo pulirlo a fondo, il riscaldamento magari non va, i finestrini non si aprono, o peggio non si chiudono, insomma, tutta una serie d’inconvenienti che vanno a danno dei passeggeri, i quali periodicamente si vedono aumentare il biglietto, contestualmente allo stallo della qualità offerta da Trenitalia.

I ritardi sono un altro problema mastodontico; anche alcuni locomotori dimostrano palesemente la loro età, rivelando continui problemi, spesso improvvisi e conseguenti soste prolungate per le riparazioni, corse soppresse, oltre, appunto, ai ritardi.

‘I pendolari non sono fantasmi’ è uno striscione apparso oggi alla stazione di Genova Brignole; dietro ad esso i pendolari liguri, molti con maschere bianche in faccia, come a dire che anche se “voi dirigenti di Trenitalia” non ci vedete, noi comunque ci siamo quotidianamente danneggiati da voi. I pendolari protestano infatti proprio contro tutti i vari  problemi riguardanti le FS ; Il disservizi risultano penetrare  nella vita quotidiana dei passeggeri anche al di fuori del contesto ferroviario, in quanto, ad esempio, i continui ritardi provocano perdite di ore di lavoro fino ad 8 ore al mese; non proprio una barzelletta a ben vedere. Il Presidente del comitato, Carlo Palmieri spiegando il motivo della protesta:  “Il disagio è quotidiano.I convogli sono sporchi e noi siamo trattati come fantasmi. Obliteratrici rotte, viaggiatori in piedi nei convogli schiacciati come sardine. Oggi diciamo che non siamo invisibili, siamo delle persone alle quali viene negato il diritto alla mobilità”.

Non è affatto escluso che il “Battaglione Liguria” ( comparandolo ironicamente a quello reale composto dai Carabinieri di Genova), ricorra alla Class Action, da poco istituita anche in Italia per chiedere un congruo risarcimento danni a Trenitalia, sperando che al stessa azienda, nel frattempo, acquisti o metta in circolazione qualche convoglio nuovo , o perlomeno , tenuto un po’ meglio.

A.S.