Roma: crisi, scontri fra lavoratori e polizia

Di fronte alla Prefettura di Roma, a partire dalle 15, si è tenuto oggi un presidio del Comitato romano contro la Crisi, partecipato da circa 2mila persone, uomini, donne e bambini.
Il Comitato, supportato da numerose associazioni, sindacati e partiti, aveva chiamato a raccolta in Piazza SS. Apostoli rappresentanze dei “precari, dei disoccupati, dei cassaintegrati, degli sfrattati, di chi non arriva a fine mese, di chi non ha un reddito, dei lavoratori in lotta dell’Eutelia e di altre decine di aziende che minacciano licenziamenti”.

Verso le 18 alcuni rappresentanti delle organizzazioni presenti hanno chiesto di salire in prefettura per prendere parte al vertice in corso che aveva all’ordine del giorno proprio le emergenze collegate alla crisi.
“E’ in corso – ha detto un portavoce dei movimenti per il diritto alla casa – un tavolo con Regione, Provincia, Comune, prefetto e gente che dice di rappresentare le parti sociali ma quando abbiamo chiesto di essere accolti ci e’ stata negata la possibilita’ di avere questo incontro“.

In seguito i presenti hanno cominciato a scandire slogan contro il Governo, gli industriali e le forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa di fronte alla prefettura.
“I manifestanti – ha continuato il portavoce del presidio – hanno cominciato a scandire slogan ma senza comportamenti violenti, quindi e’ partita una carica indiscriminata delle forze dell’ordine, proseguita poi sulle vie laterali […] Hanno caricato anche consiglieri regionali. E’ un atto vergognoso che ci fa chiedere in quale Paese stiamo. Ci sono persone ferite, altre in stato di fermo e dal palazzo non arrivano notizie”.

Le cariche sono state molto violente, e le forze dell’ordine hanno inseguito i lavoratori fin dentro i bar, rischiando di colpire anche donne e passanti.
Al momento il presidio si è ricompattato ed è ora composto da circa 500 persone.

Sono rimasti feriti, nel corso degli scontri, due lavoratori dell’Eutelia, la rete di call center che ha lasciato per strada diverse migliaia di precari, e Ivano Peduzzi, consigliere regionale della Federazione della Sinistra e membro delle Brigate di Solidarietà Attiva.

“Condanno con forza – ha detto Paolo Ferrero, portavoce della FdS – la carica a freddo della polizia contro le circa 2000 persone, uomini, donne e bambini. […] Esprimo solidarietà ai feriti. […] È questa la risposta che il governo offre a chi paga colpe non sue, un atto repressivo inaudito, inaccettabile per la Federazione della Sinistra. […] Il governo, incapace di affrontare le mille emergenze sociali, ricorre al metodo antico del manganello, per dare l’ennesimo colpo ad una parvenza di democrazia“.