Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Ultime notizie di Economia

Stop dall’Europa agli incentivi per l’auto

CONDIVIDI

Una bozza di decreto relativa agli incentivi auto è pronta per la discussione al Consiglio dei Ministri e potrebbe essere approvata in queste ore. Ma un possibile stop al provvedimento deriverebbe da quanto è emerso ieri durante un vertice informale fra i ministri europei dell’Industria di San Sebastian, dedicato al futuro dello sviluppo automobilistico. Secondo quanto riferito dal ministro Scajola, dal vertice è infatti emerso che l’Europa è sempre meno orientata a rinnovare gli aiuti al settore dell’auto, per dedicare risorse ad altre produzioni.

Non è ancora detto che i Governo italiano non rinnoverà gli incentivi, ma non potrà non tenere conto delle indicazioni provenienti dall’Europa, che, tra l’alto, trattandosi di un vertice informale, non sono ancora state formalizzate, come potrebbe invece accadere nella riunione ad hoc prevista a Bruxelles per il 19 febbraio.

La Fiat uscirebbe fortemente penalizzata dal mancato rinnovo degli incentivi, come era già stato messo in chiaro giorni fa durante la presentazione del bilancio societario. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, infatti, la mancanza di aiuti costerebbe all’azienda fra le 150 e le 160 mila vetture vendute in meno e le stime totali sugli acquisti scenderebbero dai 2 milioni a 1.700.000 vetture. In Italia, la casa torinese detiene il 30 per cento della quota di mercato. Anche la reazione della Borsa non si è fatta attendere: ieri il titolo Fiat ha perso il 2,53 per cento.

Reazioni non solo dalla Fiat: anche Gaetano Thorel, presidente e amministratore delegato di Ford Italia ha ribadito l’importanza degli incentivi al settore auto, dichiarando che il 2010 “sarà un anno difficile senza gli incentivi”. Ha aggiunto che “Gli incentivi per l’auto hanno due obiettivi: da un lato lo svecchiamento del parco circolante che in Italia è il più vecchio d’Europa e, dall’altro, contribuire all’aumento del Pil visto che il comparto auto motive tra diretto e indotto rappresenta circa l’11 per cento del prodotto interno lordo italiano”.

Anche Pavan Bernacchi, presidente di Federaicpa, l’associazione dei concessionari italiani di tutti brand, difende gli incentivi. “È sbagliatissimo parlare di incentivi all’auto come fossero ‘incentivi alla Fiat’. Il nostro settore ha bisogno di essere supportato perché rappresenta il 12 per cento del pil italiano e impiega circa 400 mila addetti che, quasi sempre, non sono coperti dagli ammortizzatori sociali. Aiutare l’auto significa quindi investire su migliaia di aziende presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale e contribuire a traghettare il sistema-paese fuori dalla stagnazione. Il tutto rinnovando il parco auto con vetture a basso impatto ambientale e molto più sicure con l’avvento di Abs, Esp e airbag. Con indubbi vantaggi per la collettività e per le casse del ministero della Salute.

Insomma, la ripresa italiana dipende così tanto dal settore auto?

Elena Meurat