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Bergamo, c’è il morto ma non i parenti: salma riesumata

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«Credo che ora si debba aprire una riflessione sul fatto che non si è attrezzati per i riti funebri di altre religioni», è questo il commento dell’assessore comunale ai servizi cimiteriali di Bergamo a margine della notizia che si sta per raccontare.

Siamo a Bergamo presso l’Hospice in via Borgo Palazzo. E’ qui che si presentano una cinquantina di rom kosovari per cercare la stanza dov’era stata composta la salma di una persona a loro cara. Proprio in quel momento, però, la defunta, già approntata nella bara, stava per essere seppellita al cimitero di viale Pirovano.

E’ la nipote della donna a raccontare sulle pagine de L’eco di Bergamo quanto accaduto: «L’accordo con quelli del funerale era di incontrarci tra le 9 e le 10: noi con alcuni parenti siamo arrivati un po’ prima, abbiamo chiesto dove fosse mia zia, l’abbiamo vista e omaggiata e poi siamo scesi a cercare gli altri e le donne per il rito del lavaggio. Avevamo anche visto il carro davanti alla camera mortuaria eravamo tranquilli. Quando siamo tornati con tutti gli altri mia zia non c’era più, invece, e ci hanno detto che erano partiti per il cimitero».

Dzevamira Osmani, 69 anni, rom kosovara, all’arrivo dei parenti al cimitero era già stata tumulata. Il tutto senza che potessero essere celebrati i riti previsti dalla religione islamica; tra i parenti si era recato proprio per questo motivo un imam giunto da Brescia.
La salma è stata quindi riesumata e, consumato tutto il rituale previsto da Corano, ricollocata sotto terra dove riposerà.

L’assessore Marcello Moro mostra il proprio dispiacere per quanto accaduto: « Già da una prima ricostruzione non mi pare ci sia stato dolo, ma un succedersi di equivoci. Siamo comunque molto dispiaciuti. Credo che ora si debba aprire una riflessione sul fatto che non si è attrezzati per i riti funebri di altre religioni, che ormai si svolgono anche tra di noi, ma che per molti di noi sono sconosciuti».

Valeria Panzeri