Berlusconi e Polverini al party: Abbiamo già vinto

Illuminzaioni, coreografie, inni e  imponenti misure di sicurezza. Lo “scenario” allestito ieri sera al Palazzo dei Congressi dell‘Eur (Roma) per la cena elettorale a sostegno della candidatura di Renata Polverini ricordava l’atmosfera delle grandi occasioni mondane. Forse perché ad accompagnarla c’era un Cavaliere d’eccezione: il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, generoso di battute e di smaglianti sorrisi.

I due entrano nella sala stracolma poco dopo le 21.30 accolti da calorosi applausi e dalle note di “Meno male che Silvio c’è”; un ingresso trionfale che spinge il premier a rassicurare immediatamente la sua dama, chiedendole: “Perché fai la campagna elettorale? Tanto hai già vinto“.

Al party più esclusivo della Capitale sono presenti circa mille invitati: sono i sostenitori dell’aspirante governatrice di  centrodestra che hanno deciso di finanziare la sua campagna elettorale con un contributo di mille euro ciascuno. Silvio Berlusconi è in grande forma, si è appena licenziato dalla platea del Tempio di Adriano dove ha partecipato alla presentazione dl libro di Bruno Vespa e dimostra di voler concludere la giornata all’insegna dello charme e della simpatia.

Ma prima di allietare i convitati con le barzellette di rito, il Cavaliere si concentra sulla politica e illustra i punti cardine del programma che intende sostenere nel territorio nel caso in cui Renata Polverini venisse eletta presidente della Regione Lazio. Parte dal “piano casa” per il quale prevede una disponibilità di 60-70 miliardi di euro, quindi passa alla burocrazia che, secondo il premier, necessita di essere sfoltita e limitata. Auspica la presenza di più aree verdi, promettendo di piantare milioni di alberi in tutta la regione e infine fornisce rassicurazioni sul doloroso capitolo della sanità per la quale prevede una riduzione straordinaria del deficit (“E di dieci miliardi – spiega agli invitati – lo porteremo a uno solo. Stiamo studiando le carte, si può fare”).

Forte degli ultimi sondaggi che registrano un gradimento del 68,3% e che lo incoraggiano a formulare una schietta deduzione: “Evidentemente sono stato sacralizzato dall‘attentato che ho avuto a Milano“, Berlusconi passa poi alla “celebrazione” del suo esecutivo. “Sono orgoglioso della mia squadra di governo – dice – promuovo tutti i ministri. Stiamo realizzando l’intero programma e intendiamo completarlo. I rifiuti in Campania e il terremoto in Abruzzo sono un esempio. Prendete L’Aquila: guardate quanto abbiamo fatto in pochi mesi e guardate come sta ancora oggi New Orleans“.

Il Presidente del Consiglio si congeda dal palco e fa spazio al sindaco romano, Gianni Alemanno: “La presenza di Berlusconi – inizia il primo cittadino – è il segno che il Lazio è centrale nel panorama politico nazionale. Bisogna accelerare la riforma di Roma Capitale, perché solo così si potrà garantire sviluppo in tutta la regione”.

Poi tocca alla Polverini che ritorna sui punti focali del programma illustrati dal premier e conclude inviando una “sfida” allo stesso Berlusconi: “Mi dispiace per la sua cara Lombardia, presidente – scherza la Polverini – ma io ho intenzione di fare del Lazio la prima Regione d’Italia“.

Dopo i discorsi di rito, il premier può finalmente dedicarsi alle “goliardie”: inizia dall’ex governatore. “Quando vedo le belle donne perdo il filo – dice – gli italiani sono tutti così, o preferite quegli altri, Marrazzo per esempio? Sono cattivo – ammette poi Berlusconi – mi andrò a confessare”. Ed è solo l’inizio di una lunga serata all’insegna del politically incorrect, annacquato nel vino copioso che incoraggia sorrisi e battutine.

Maria Saporito