Berlusconi tout court: dai pollai televisivi alla riforma della giustizia

La par condicio è “liberticida e assurda. Continuo a ritenere che si debba abolirla reintroducendo quella norma che stabilisce presenze televisive proporzionali ai voti“. Non ha dubbi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che intervenuto ieri alla presentazione del libro “Donne di Cuori” di Bruno Vespa al Tempio di Adriano a Roma non si è sottratto alle numerose domande, fornendo una cronaca a tutto campo delle sue posizioni.

Sulla decisione presa dalla Vigilanza Rai che prevede la sospensione dei programmi di approfondimento giornalistico su temi politici a un mese di distanza dalle consultazioni regionali, il premier è intervenuto a “gamba tesa”: l’intenzione di bloccare “pollai televisivi – ha detto – non è scandalosa nè preoccupante anche perché potrebbero essere sostituite da tribune politiche”.

Una posizione attraverso la quale il Cavaliere ha “rinverdito” il suo scarso entusiasmo nei confronti di alcune trasmissioni televisive – come Annozero o Ballarò  – da lui sempre definite contenitori faziosi e ostili, immeritevoli di essere ospitati dalla Tv di Stato.

Ma è stata la notizia del giorno: l’avviso di garanzia inviato al capo della Protezione civile Guido Bertolaso, a fornire il preteso più ghiotto per avviare la discussione sul tema caldo della giustizia. Il presidente del Consiglio non si è tirato indietro e ne ha, anzi, approfittato per rimarcare le sue “reticenze” sulla magistratura italiana. “Uno non può governare ed essere attaccato dai giudici – ha spiegato il premier – che tra l’altro sono pubblici dipendenti pagati con i soldi dei contribuenti, quei contribuenti a cui chi governa deve prestare la massima attenzione”.

Non solo, sulla possibilità di modificare la normativa che regolamenta l’utilizzo delle testimonianze rese dai pentiti di mafia nel corso dei processi (esiste un ddl presentato dal senatore Valentino), Berlusconi ha detto: “Sono d’accordo sul fatto che si debba cambiare, ma questa riforma deve essere inserita nell’ambito della completa riforma della giustizia“. Un intervento muscolare, quello ipotizzato dal premier, che dovrebbe “tutelare” anche da esternazioni scomposte come quelle ultimamente pronunciate dal figlio di Don Vito, Massimo Ciancimino. “Non state dietro a cose che nulla hanno a che fare con la realtà – è stato il suo commento tranchant sull’argomento – ormai in questo Paese, siamo alla giustizia spiritica“.

Liquidati i temi pubblici, Berlusconi si è dunque dedicato alle faccende personali e ha tentato di rinforzare l’idea della completa armonia familiare. “Si vocifera sempre  – ha detto – di contrasti tra Marina e Barbara sulla Mondadori. Non esiste nulla di tutto questo. La Mondadori è affidata da molti anni a Marina, che la sta gestendo con i manager molto molto molto bene e continuerà a gestirla”.

Barbara – ha continuato il Cavaliere – è una ragazza molto intelligente che si sta laureando col massimo dei voti, ha voglia di fare, avrà la possibilità di scegliere tante altre strade. C’è solo da scegliere nell’ambito di un gruppo diversificato come il mio. Sarà una scelta che il papà certamente sosterrà”.

Qualche accenno anche all’ex moglie, Veronica Lario: “Resta solo da decidere – ha ammesso Berlusconi – dove andrà ad abitare e che assegno dovrò versarle“. Incalzato, infine, dallo stesso Bruno Vespa che gli ha chiesto quale sia il suo rapporto con la festa di San Valentino, il premier ormai “single” ha deciso di congedarsi con l’immancabile battuta: “Uso il computer – ha detto – e mando gli auguri a tutte le mie fidanzate“.

Maria Saporito