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Bersani (Pd) a Sanremo: la prima volta della sinistra al Festival

Immaginate la scena: una ragazza all’ingresso del Teatro Ariston di Sanremo dà di gomito alla vicina e le dice: “Ehi, c’è Bersani“. E l’altra: “Chi, quello che canta Chicco e Spillo?”. “No – le ribatte la prima – quello del Pd“. Quest’immagine da fantapolitica diventerà presto realtà: Pier Luigi Bersani ha infatti confermato alla rivista “A” l’intenzione di recarsi, insieme alla figlia, al Festival della canzone italiana.

“Il Pd è un partito popolare – ha spiegato il segretario – senza snobismi, che va dove c’è la gente. Dove la gente ha dei problemi e soffre, ma anche dove si diverte”.

Archiviata l’immagine polverosa della sinistra impegnata, Bersani si accinge dunque ad avviare un rivoluzionario restyling. Partendo dai fiori della riviera ligure e dalle canzonette nazionalpopolari. Ma quella di Bersani non sarà l’unica presenza “democratica” al Festival; anche Youdem, la Tv satellitare del partito ha infatti ufficializzato la propria presenza a Sanremo. Di più, proporrà un vero e proprio Dopofestival con tanto di ospiti e di cantanti in gara.

“Uno degli ultimi giorni – ha confermato Lino Paganelli, editore di Youdem – arriverà Bersani, parleremo di musica e dei giovani. Sanremo è una kermesse che ha tantissimi risvolti: musicali, mediatici, televisivi e per questo ci saremo”.

La partecipazione di Bersani al Festival più chiacchierato dell’anno ha già prodotto le prime reazioni. A inaugurare il “coro” (è proprio il caso di dirlo) ci ha pensato la rivista telematica della Fondazione “Farefuturo”: “Dopo sessant’anni di puzza sotto il naso, di contrapposizione ideologica e culturale con il Festival della canzone italiana – si legge nell’articolo firmato da Domenico Naso – la sinistra italiana riscopre il nazionalpopolare, addirittura se ne appropria. Se il segretario del partito più importante della sinistra si tufferà nel marasma sanremese e se, come se non bastasse, YouDem (la televisione del Pd) produrrà un vero e proprio Dopofestival, qualcosa è davvero cambiato“.

“Volete Sanremo? – prosegue il giornalista – Prego, accomodatevi pure, è tutto vostro. Noi, però, vogliamo in cambio qualcosa, anzi qualcuno. I migliori esponenti della tradizione cantautoriale italiana, ad esempio, da De Gregori a Vecchioni, da Branduardi a Battiato, da Fossati ai fratelli Bennato e Guccini“.

“Lo scambio – continua Naso – ovviamente, non è per niente equo. Ci guadagniamo, e anche troppo. Ma dopo mezzo secolo di nazionalpopolare, è il minimo che meritiamo. Chissà se Pierluigi Bersani, così preso dai preparativi sanremesi, si accorgerà del “pacco” che gli stiamo tirando… Speriamo di no”.

Maria Saporito