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Calcio-Lazio, Lotito: “Reja? Serviva un cambio di rotta”

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Lo spettro della retrocessione ed il campionato di serie B, cominciano a fare seriamente paura alla Lazio. L’irreversibile crisi di risultati, con sole quattro vittorie in campionato, ha trascinato la squadra biancoceleste in fondo alla classifica fino a quel terz’ultimo posto che, se il campionato fosse finito domenica scorsa con la sconfitta contro il Catania all’Olimpico, avrebbe decretato la retrocessione nella serie cadetta.

Proprio l’ultima sconfitta subìta contro la squadra siciliana, ha segnato le sorti del tecnico laziale Davide Ballardini, esonerato dal contestatissimo presidente Lotito (che da qualche domenica deve abbandonare la tribuna dell’Olimpico scortato), che ha ingaggiato al posto del tecnico ex Palermo il friulano  Edy Reja,  sbarcato nella Capitale dopo aver rescisso il contratto che lo legava ai croati della Hajduk Spalato.

La grande esperienza del tecnico friulano ex Napoli, esperto in salvezze, ha convinto il numero uno laziale ad affidargli una squadra che ha bisogno di una forte scossa emotiva per reagire ad un momento di seria difficoltà. La prima di questo genere per molti componenti della rosa, che non essendo abituati a lottare con il coltetto tra i denti per la salvezza potrebbero essere travolti dalle responsabilità.

“Il calcio si sa vive di risultati e i primi ad essere accusati quando le cose vanno male sono l’allenatore e il presidente”. Così Lotito ha commentato l’avvicendamento in panchina tra i due tecnici.

“La scelta è nata quando ho capito che la squadra aveva bisogno di un cambio di rotta – ha aggiunto -. Serviva qualcuno in grado di dare forza e voglia di combattere ai giocatori e compattare l’ambiente. Purtroppo è stata una decisione necessaria, ma Ballardini rimane indiscutibilmente un grande allenatore ed una persona perbene. Reja? E’ un uomo di esperienza ed è molto preparato”.

La squadra già da ieri è agli ordini del nuovo mister e presto alla rosa dei titolari potrebbe aggiungersi anche Christian Ledesma, che da dissidente potrebbe trasformarsi in importante valore aggiunto per conquistare la salvezza: “È un giocatore della Lazio e ha gli stessi diritti e gli stessi doveri degli altri suoi compagni. Non è da oggi che si allena con il gruppo, poi le scelte tecniche spettano solo all’allenatore, in piena autonomia”.

Francesco Mancuso