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Commemorato il “Giorno del ricordo”

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Si è svolta in mattinata presso il Quirinale la cerimonia di commemorazione del “Giorno del ricordo”, celebrato annualmente il 10 febbraio. Istituito per ricordare l’eccidio perpetrato, nei territori della Venezia Giulia e Dalmazia, nei confronti di migliaia di cittadini italiani che per motivi etnici e politici alla fine e durante il secondo conflitto mondiale furono gettati e, successivamente, rinvenuti cadaveri negli “inghiottitoi” di natura carsica, chiamati foibe. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, prendendo la parola ha ribadito la necessità di un “impegno comune contro l’oblio e anche contro forme di rimozione diplomatica che hanno pesato nel passato e che hanno causato tante sofferenze”. Il Capo dello Stato ha poi proseguito il proprio discorso con l’auspicio che l’intero paese possa “coltivare tutte le memorie. E’ pressante l’esigenza che un capitolo così originale e specifico della cultura e della storia non solo italiana ma europea sia non semplicemente riconosciuto, ma acquisito come patrimonio comune nelle nuove Slovenia e Croazia, che con l’Italia si incontrano oggi in una Unione Europea portatrice di rispetto delle diversità e di spirito della convivenza fra etnie, culture e lingue già fecondamente convissute nel passato”.

Copiose le presenze illustri. “Promuovere presso i giovani la più ampia e approfondita conoscenza possibile di tutte le pagine del nostro passato, anche e soprattutto di quelle più dolorose, come l’esodo degli italiani e la tragedia delle foibe – ha detto il presidente della camera, Gianfranco Fini – affinché la loro formazione di cittadini avvenga nella consapevolezza della memoria storica e della necessità di difendere sempre i diritti dell’uomo, contro ogni violazione dettata dal razzismo, dal totalitarismo».

Ben indirizzato, invece, l’intervento del ministro della Gioventù Giorgia Meloni che ha esternato un velo di dispiacere per la decisione dei dirigenti scolastici della scuola elementare “Iqbal Masih” e del liceo socio-psico-pedagogico “Vittorio Gassman” che hanno preferito non commemorare il “Giorno del ricordo”. “E’ oscurantismo ideologico. Nascondere agli studenti la tragedia nazionale delle foibe, equivale a negarla. Ancor più grave dell’indifferenza è l’atteggiamento tenuto dall’istituto Gassman, dove all’assordante silenzio si è aggiunto un vero e proprio atto di censura nei confronti di un’iniziativa di commemorazione promossa dagli stessi studenti. Oggi siamo tutti chiamati a ricordare. La scuola non può barattare il suo dovere educativo in nome di una malcelata militanza politica” – queste le parole del ministro Meloni.

Tuttavia sono state numerose le manifestazioni organizzate in tutta Italia in ricordo delle vittime delle foibe. Nella Capitale, il sindaco Gianni Alemanno, ha deposto all’Altare della Patria una corona. L’insegnamento che nasce da questa giornata del ricordo e dalle parole pronunciate dalle massime cariche della Repubblica è che nessuna memoria dovrebbe mai essere oscurata per fini ideologici, perché è proprio vero che un paese senza passato non ha futuro.

Michele De Chirico