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Calcio, Giancarlo Abete: niente sudditanza da parte degli aribtri nei confronti dei club

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– ROMA – ‘Arbitri che rendono conto ai presidenti dei club? Non se ne parla‘: Giancarlo Abete boccia cosi’ la richiesta formulata da Maurizio Beretta.’Quello degli arbitri e’ un servizio utilizzato dalle societa’ -spiega il presidente della Figc-. E’ fisiologico che queste lo valutino, ma il mondo dell’Aia ha come primo riferimento la Federazione‘.

In Italia è stato Maurizio Zamparini, presidente del Palermo e consigliere federale in quota Lega Calcio, a rilanciare il progetto per un controllo dei club sulla classe arbitrale:  “La Lega deve decidere la carriera degli arbitri con i voti di fine anno. L’assemblea di Lega, a maggioranza, dovrebbe dare voti da 4 a 7. Chi prende 4, non arbitra più in Serie A. A decidere la carriera non deve essere la Federazione o il settore arbitrale. Deve essere la Lega con giudizi da 4 a 7. I voti dovrà deciderli la maggioranza della Lega, non 4 o 5 società potenti“.

Gli arbitri saranno condizionati solo dall’assemblea della Lega, non da fattori esterni – precisa il n.1 del Palermo- Serve un monitoraggio e poi, all’inizio dell’anno, serve un sorteggio che definisca arbitri per 3-4 mesi di campionato. Un po’ come avviene in Inghilterra o in Germania: lì gli arbitri non sono autonomi. Se i direttori di gara diventano una corporazione esercitano un potere e non forniscono un servizio. Gli unici paletti possono essere posti dalla Lega“.

Un siluro autentico anche nei confronti dell’attuale classe arbitrale. Da Nicchi a Collina, che lavorano in piena sintonia. Il Palermo ha protestato di recente per gli arbitraggi, così come ha fatto il Napoli. “Sicuramente gli arbitri-insiste Zamparini- devono avere maestri buoni. Non sempre un buon direttore di gara è un buon maestro. Un conto è praticare, un altro conto è insegnare. Può darsi che Collina non sia un grande educatore, poi lo diranno i risultati…“.

Gli organismi internazionali (Fifa e Uefa, appunto) non vogliono che siano le Leghe a comandare, e stipendiare gli arbitri. In Premier League c’è una società mista, che però non piace a tutti. La Spagna ha rinunciato al sorteggio e in Italia, anche quando vinse il Verona, non si trattava certo di un sorteggio integrale.

PB