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Indonesia, il principale artefice della battaglia anticorruzione condannato a 18 anni di carcere

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Uno dei principali procuratori anti corruzione dell’Indonesia, Antasari Azhar, è stato riconosciuto colpevole, in primo grado, per l‘omicidio del marito di una giovane con la quale Azhar aveva una relazione clandestina. L’uomo è stato condannato a 18 anni di prigione da un tribunale di Jakarta.
Il tribunale ha considerato l’imputato colpevole di aver ordito la morte di  Nasrudin Zulkarnaen, ucciso con diversi colpi di pistola, sparati da una moto da un assassino a pagamento, che fu arrestato, giudicato e condannato anche a lui a 18 anni di prigione.

La Pubblica accusa aveva chiesto la pena di morte per il procuratore, mentre la difesa puntava alla sua assoluzione. Sia la difesa che l’accusa hanno già detto che ricorreranno in appello.  “Rispetto la sentenza dal punto di vista personale, como buon cittadino, e dal punto di vista professionale come agente che lotta per il compimento della legge. Nonostante ciò, ho deciso che ricorrerò in appello”, ha detto davanti al tribunale Antasari alla stampa dopo aver conosciuto il verdetto.

Il processo ha generato scandalo nell’opinione pubblica per la diffusione dei più intimi dettagli della relazione tra l’ex procuratore e quella che era la terza consorte della vittima, direttivo di un’impresa farmaceutica dello Stato. Nasrudin Zulkarnaen- questo il nome dell’uomo- morì in una sparatoria il 18 maggio del 2009. Un mese dopo la polizia arrestò a otto persone sospettare di aver preso parte al delitto. A maggio, Antasari Azhar fu dichiarato formalmente imputato e allontanato dal suo incarico nell’Agenzia per l’Estrirpazione della Corruzione. Il processo contro cinque degli accusati cominciò ad agosto e, quattro mesi più tardi si concluse con un verdetto di condotta a pene di prigione tra i 17 e 18 anni. Il processo contro Antasari e i tre restanti imputati ebbe inizio ad ottobre e durò fino a gennaio, quando l’accusa chiese la pena di morte per il principale accusato.

Il caso ha profonde ripercussioni politiche dato che Antasari Azhar era fino allo scorso maggio, quando fu arrestato, il principale artefice della battaglia anti-corruzione contro il presidente indonesiano, Susilo Bambang Yudhoyono, un ex generale riformista.  Alcuni analisti vedono nel giudizio emesso, una battaglia di discredito dell’Agenzia di Estradizione della Corruzione condotta dalla Polizia e della Procura.

La commissione anticorruzione, nata nel 2004, si è guadagnata l’odio di molti importanti personaggi per aver aiutato a condannare alcuni imprenditori, parlamentari, un governatore del Banco Centrale e un procuratore, e per aver portato alla destituzione di alcuni direttivi della Procura e della Polizia.

Annastella Palasciano