Home Cultura L’ “Atleta vittorioso” torna in Italia..forse

L’ “Atleta vittorioso” torna in Italia..forse

Statua bronzea dell' "Atleta vittorioso"

Il gip del Tribunale di Pesaro, Lorena Mussoni, ha disposto la confisca dell'”Atleta vittorioso” , la famosa statua bronzea attribuita allo scultore greco Lisippo, forse il più importante ritrovamento archeologico conteso fra Italia e Usa.

La statua che era stata rinvenuta, probabilmente in acque internazionali, nel 1964, al largo di Fano (Pesaro), si trova ora al “Paul Getty Museum” di Los Angeles. La sentenza del gip ordina la confisca immediata della scultura.

La fondazione Getty ha, tuttavia, già annunciato il ricorso alla Cassazione contro l’ordinanza del gip. Reazione alquanto prevedibile poichè la suddetta sentenza può essere eseguita solo mediante una rogatoria internazionale. Il “Getty Museum“, per voce del suo avvocato italiano, intanto, fa sapere che la statua fu acquistata dal museo stesso e pagata all’incirca 4 milioni di dollari.

Fino ad ora la statua bronzea è stata conservata nel museo di Los Angeles, dal momento che la fondazione riteneva infondate le richieste da parte dell’Italia a causa “dell’impossibilità di stabilire con precisione il luogo del ritrovamento”.  Il braccio di ferro tra Italia e Usa, ha, tuttavia, condotto, ad oggi, alla restituzione di 40 capolavori illegalmente esportati.

L’  “Atleta vittorioso“, “Atleta che si incorona” o “Lisippo di Fano“, conosciuto negli Stati Uniti anche come “Victorious Youth” (Giovane Vittorioso), è una scultura bronzea risalente al periodo ellenistico, realizzata con la tecnica della “fusione a cera persa“: ovvero un modello positivo cavo in cera a perdere, dove veniva appoggiata la terra da fonderia per creare il negativo. La statua del peso di oltre 50kg, forse, originariamente, era inclusa in un gruppo di sculture celebrative di atleti vittoriosi posti in un santuario greco, come, ad esempio, quello di Delfi o di Olimpia.

Il ministero dei Beni culturali si dichiara “molto soddisfatto”, mentre secondo il ministro Bondi, l’esito della sentenza “dimostra che c’è stata una collaborazione positiva tra il Ministero, il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e l’Avvocatura dello Stato”.

Malgrado la sentenza come detto, la battaglia per riportare l’ “Atleta vittorioso” in Italia, si preannuncia tutt’altro che semplice, dal momento che la fondazione Getty rimane ferma sulle sue posizioni,  ovvero sia, l’impossibilità d definire con assoluta certezza il luogo del ritrovamento della statua.

Federico Lusi