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Michael Jackson: pubblicato il referto, chiusa un’era

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L’autopsia più famosa dell’ ultimo decennio è finita.
Il medico legale di Los Angeles ha reso pubblico il referto  di Michael Jackson, morto per cause fino ad oggi non ancora accertate. Ora con la pubblicazione, tutti i fan potranno sapere la verità:  il cantante morì per una “intossicazione acuta di propofol“, un potente sedativo usato in anestesia, trovato in dimensioni equivalenti a quelle usate nei casi di grandi operazioni chirurgiche.
La salute è vero, non era delle migliori. Il referto conferma che Jackson soffriva di vitiligo, un difetto di colorazione della pelle, con chiazze chiare sul petto e sulle braccia. E’ lo stesso rapporto a rivelare il “mai accertato” su Michael: l’ esistenza di tatuaggi scuri all’altezza delle sopracciglia e un piccolo tatuaggio rosa vicino alle labbra documentano le plasticità del cantante oltre a confermare il sesso- i genitali di Michael Jackson “erano quelli di un maschio adulto: il pene appare non circonciso“. Il medico legale ha rivelato inoltre una carenza di capelli nella parte alta della fronte: non a caso da quanto risulta dal rapporto della polizia, risultava che il cantante utilizzasse una parrucca. 
Il referto, che rivela l’ esistenza di piccole cicatrici sul naso, su una spalla, sul collo, sui polsi e dietro le orecchie, è stato esposto dopo la incriminazione del medico che aveva in cura il cantante, Conrad Murray, accusato di omicidio colposo.  Nulla nello scritto che evidenzi apparecchi per il dosaggio di medicinali o interventi d’emergenza; su una sedia nella stanza da letto, è stato trovato un contenitore chiuso con urina, alcun cateteri e siringhe usa e getta. Murray aveva ammesso di aver somministrato a Jackson l’anestetico propofol per aiutarlo a dormire, poco prima dell’arresto cardiaco che ha provocato la morte.
La morte di Michael Jackson probabilmente verrà ricordata per molto, molto, tempo.

Ilaria Salzano

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