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Poesia: l’anima eterna di Roberta Rubeca

Sentirsi fuori dal mondo, diversa rispetto alle altre. Un giorno si alza e sente che la sua vita non è proprio come se l’aspettava e inizia a scrivere. E’ così che nasce la carriera di una scrittice di poesia, in erba che in un giorno come tanti viene scoperta e finalmente apprezzata. C’è ancora posto per la lettura nel mondo e per il mondo poetico che sembrava perduto.
Roberta Rubeca dopo aver vinto il concorso romano come poetessa esordiente, si scontra contro il difficile universo editoriale e riapre il cassetto in cui avera riposto la sua sofferenza le sue angoscie, e le scritture di una perdita genitoriale difficile da superare. Come lei, la storia di tante ragazze che finiscono poi per non apprezzarsi per quello che sono  e si creano un mondo “speciale”. “Anima eterna” è il difficile prodotto di chi ha cercato di superare il trauma non dimenticando, ma esplorando il dolore in tutte le sue forme. In una generazione in cui scrivere è arte di pochi entra, con le sue parole, in correlazione con sentimenti raccontati, vissuti, e pur sempre freschi e immutati. Il fantastico mondo di Rubeca non è virtuale, non è televisivo, è la parte più profonda in ognuno di noi, quella più scura che spesso non vogliamo conoscere ma che lei esalta, evidenzia, non sottovaluta.
Arrivare ad essere felici vuol dire anche superare le esperienze brutte che ci segnano e che ci fanno maturare. Una raccolta di poesie mostra senza presunzione il bisogno di tenerezza di chi è riuscito a badare a sè stesso: per protagonisti licantropi, farfalle e apparizioni, non personaggi fantastici ne fantasmi, ma stati d’animo che sono in ognuno e che forse non riconosciamo. Nonostante gli strati con cui copriamo giorno dopo giorno la nostra interiorità, l’autrice ci spiega con metafore e versi liberi che è’ ancora possibile scovare nell’ anima. Ed è possibile farlo, sempre ed eternamente.
Ilaria Salzano